PESCARA - "In Commissione di Vigilanza due storie di condotte discriminatorie nei confronti di due lavoratrici da parte della Asl di Pescara. Blasioli "Casi emblematici che raccontano le difficili realtà con cui tante donne si scontrano ogni giorno. È compito delle Istituzioni vigilare affinché certi atteggiamenti siano ben lontani dalla Pubblica Amministrazione".Storie di donne discriminate, due lavoratrici penalizzate. La prima per una gravidanza, la seconda per una disabilità. Succede nella Asl di Pescara. Il caso solleva l'attenzione del Vicepresidente del Consiglio regionale Antonio Blasioli che porta il caso fino all'attenzione della Commissione di Vigilanza del Consiglio Regionale, presieduta dal Consigliere Sandro Mariani.
"Parliamo di due storie che mi hanno particolarmente colpito pur non conoscendo in alcun modo le dirette protagoniste – spiega Blasioli – perché raccontano la quotidianità con cui tante donne e persone fragili si scontrano ogni giorno. Per questo ho deciso di andare a fondo e portare il caso in Vigilanza.
Nel primo caso, parliamo di una proroga avvenuta per ben 240 infermieri assunti a tempo determinato, ma non per una sola lavoratrice, in attesa di un figlio, che non otteneva la proroga del contratto senza motivo apparente. Per questo si è rivolta al Tribunale di Pescara, ritenendo il comportamento lesivo delle pari opportunità. Al momento della mancata proroga aveva comunicato il suo stato di gravidanza alla Asl.
Il Tribunale ha ritenuto discriminatorio il comportamento della Asl e l'Azienda, come abbiamo appreso, ha cercato e ottenuto una conciliazione. La donna quindi è stata riassunta e ha rinunciato al pagamento dei danni non patrimoniali per la mancata assunzione che il decreto del Tribunale di Pescara aveva stabilito in 5.000 euro.
La conciliazione ha permesso la ricostituzione del rapporto dell'infermiera, ma resta la condotta discriminatoria ampiamente riconosciuta nel decreto n. 785/2026 dal giudice Andrea Pulini del Tribunale di Pescara.
La Asl dovrà comunque pagare 3.840 euro per le spese legali. Nonostante il tentativo di negare molti aspetti di questa vicenda da parte dei vertici Asl presenti stamane in Commissione, resta gravissimo l'aver tenuto un comportamento del genere, purtroppo ancora molto diffuso nei luoghi di lavoro, ma che diventa ancor più grave quando si tratta di un ente pubblico. In questo caso è stata fatta giustizia.
Cosa che ancora non avviene per la seconda storia. Questa riguarda una lavoratrice – continua Blasioli -, un'Operatrice Socio Sanitaria che, dopo aver risposto a un bando della Asl di Pescara, viene chiamata a prestare servizio all'Ospedale di Comunità di Città Sant'Angelo, senza però riuscire a ottenere la firma del contratto. La motivazione assunta dalla Asl è che la signora sia iscritta alle liste per il collocamento mirato ad Avezzano. Il Collocamento mirato è un sistema previsto dalla legge 66 del 1999 per favorire l'inserimento nel mondo del lavoro a persone con disabilità e di abbinare le capacità, le competenze e le condizioni della persona alle mansioni più adatte. Per questo la donna denuncia la Asl per condotta discriminatoria citandola dinanzi al Tribunale di Avezzano sulla base della Convenzione Onu sui Diritti delle persone con Disabilità, ottenendo in questa sede una vittoria. A questo punto la Asl di Pescara impugna l'ordinanza ma la operatrice sanitaria vince anche dinanzi al Tribunale di Avezzano riunito in sede collegiale. In questo caso non c'è ancora un lieto fine, che auspichiamo, perché si è aperto il giudizio di merito e la prossima udienza si terrà il 3 novembre, ma anche qui entrambe le pronunce del Tribunale di Avezzano e nella ordinanza n. 1004/2026 i giudici Alberto Cinque, Gabriele Gatto e Leopoldo Sciarrillo hanno riconosciuto e sanciscono la condotta discriminatoria perpetrata dalla Asl di Pescara.
Sono due storie distinte – conclude Blasioli – entrambe accadute in Abruzzo che meritano tutta l'attenzione possibile perché raccontano una realtà ben più ampia e troppe volte silente che vede combattere persone fragili o in un particolare momento della vita svantaggiate.
Per questo motivo, ho chiesto al Presidente Mariani, che ringrazio, di trasmettere gli atti e il verbale della Commissione odierna all'Assessore Verì e al Dipartimento Sanità. Mi attendo da lei un gesto esemplare che metta fine ad una pagina così brutta della nostra Regione.
Da parte mia mi riservo inoltre di trasmettere la documentazione e il verbale odierno anche alla Commissione Pari Opportunità Regionale, affinché possano prendere conoscenza dei comportamenti tenuti dalla Asl di Pescara e agire eventualmente con gli strumenti a sua disposizione".
Il Vicepresidente del Consiglio Regionale
Antonio Blasioli
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