ULTIM'ORA NAZIONALI

ULTIME NOTIZIE - Venezuela, recuperato il corpo del disperso salernitano. Ricerche per la moglie e la figlia - Tensione Usa-Iran su Hormuz, stop agli attacchi reciproci. Domani l'incontro a Doha - Venezuela, si scava ancora per salvare la donna con i due figli - Città bollenti, l'Oms: "Oltre 1.300 morti legati al caldo in Europa in una settimana"-

news

ULTIME NOTIZIE DALLA REGIONE

ULTIM'ORA In Abruzzo sfiorati i 38 gradi, a Pescara 7 giorni di 'bollino rosso' - Il marito della ministra Roccella disperso nel lago di Vico - In Abruzzo sfiorati i 38 gradi, a Pescara 7 giorni di "bollino rosso"- Sorelle ritrovate, niente carcere, ma obbligo di dimora per la madre -

Sport News

# SPORT # In Austria vince Russell, terzo Antonelli e quinta la Ferrari di Hamilton - Mondiali: ecco i sedicesimi, al via stasera con Sudafrica-Canada - Pescara Calcio, tre gruppi interessati alla società: ultimatum per Insigne e mercato in fermento -

IN PRIMO PIANO

DANTE STREET 2026: A TAGLIACOZZO UN WEEKEND DI CULTURA E SPETTACOLO. ECCO IL PROGRAMMA

TAGLIACOZZO - " Da venerdì 3 a domenica 5 luglio, tre giorni ricchi di appuntamenti con appuntamenti culturali, live show e talent . Da...

TOP NEWS

TOP NEWS REGIONE ABRUZZO

FACEBOOK LIVE - LE DIRETTE STREAMING DI CENTROABRUZZONEWS

lunedì 29 giugno 2026

"ROTTAMAZIONE CARTELLE COMUNI"

ROMA - "Rottamazione quinquies: Prorogato al 31 luglio il termine per l’adesione dei Comuni.Il termine per l'approvazione del provvedimento (o regolamento) con cui le Regioni ed i Comuni scelgono di applicare la rottamazione quinquies ai propri tributi è stato prorogato al 31 luglio 2026.
Inizialmente fissata al 30 giugno 2026, la scadenza è stata posticipata per consentire agli enti locali di adeguarsi: slittano di conseguenza anche le scadenze operative per Agenzia delle Entrate - Riscossione e per i debitori interessati all’emanazione del provvedimento da parte del proprio Comune. La proroga riguarda la definizione agevolata prevista dalla legge 22 maggio 2026 n. 88, per i debiti tributari e non tributari risultanti dai carichi affidati dalle Regioni e dagli enti locali, compresi i Comuni, all’Agenzia delle entrate-Riscossione nel periodo 1° gennaio 2000 - 31 dicembre 2023. La definizione agevolata, quindi, riguarda esclusivamente i carichi affidati all'Agente della riscossione derivanti dall'omesso versamento dei tributi comunali. Restano esclusi i debiti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti.
Sono ammessi anche gli accertamenti esecutivi emessi dal 1° gennaio 2020, solo nel caso in cui siano già stati iscritti a ruolo ed affidati all'Agente della riscossione nei tempi previsti dalla normativa.  Con la legge n. 160/2019 è stata prevista, infatti, l’emanazione dell’accertamento esecutivo per i tributi locali (IMU-TARI), con decorrenza dal 1° gennaio 2020.   Chi non ha versato i tributi comunali a seguito di accertamento resosi definitivo potrà consultare la Banca dati dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione, e nella propria area riservata, troverà sicuramente l’indicazione del carico iscritto a ruolo.
Per i Comuni, la modifica principale riguarda il termine per l’adozione e la comunicazione del provvedimento consiliare, con cui l’ente decide di applicare la rottamazione quinquies alle proprie entrate.
Entro il nuovo termine del 31 luglio, il Comune deve avere pubblicato il provvedimento sul proprio sito internet istituzionale e deve averlo comunicato all’Agente della riscossione. L’efficacia del provvedimento continua a decorrere dalla pubblicazione sul sito istituzionale dell’ente. Resta ferma la trasmissione al Ministero dell’economia e delle finanze - Dipartimento delle finanze entro il 30 settembre 2026, ai soli fini statistici.
La proroga produce effetti anche sulle attività dell’Agenzia delle entrate-Riscossione. I dati necessari a individuare i carichi definibili saranno resi disponibili ai debitori nell’area riservata del sito istituzionale dell’Agenzia delle Entrate - Riscossione a decorrere dal 15 ottobre 2026, accessibile con la CIE, lo SPID o la CNN.
Nel periodo dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026 i debitori potranno presentare la dichiarazione di adesione alla definizione agevolata.
È prorogato, inoltre, il termine per il pagamento delle somme dovute, che potrà essere effettuato, in unica soluzione entro il 31 marzo 2027, oppure in un massimo di 54 rate bimestrali di pari importo. In caso di rateizzazione, le prime cinque rate scadranno il 31 marzo, il 31 maggio, il 31 luglio, il 30 settembre e il 30 novembre 2027. In caso di pagamento rateale, gli interessi al tasso del 3 per cento annuo decorreranno dal 1° aprile 2027.
Slitta anche il termine entro cui l’Agente della riscossione deve comunicare ai debitori l’ammontare complessivo delle somme dovute ai fini della definizione, l’importo delle singole rate e le relative scadenze. La comunicazione dovrà essere inviata entro il 28 febbraio 2027.
La nuova scadenza del 31 luglio 2026 rappresenta, quindi, per i Comuni, il termine operativo essenziale entro cui completare l’iter del provvedimento di adesione, pubblicarlo sul sito istituzionale e trasmetterlo all’agente della riscossione.
Sul piano economico, il meccanismo prevede il pagamento del capitale e delle spese, mentre vengono meno sanzioni e interessi. Resta però una differenza rilevante per le sanzioni amministrative, in particolare quelle del codice della strada, dove l’abbattimento riguarda solo gli accessori e non l’importo della sanzione.
La previsione della rateizzazione fino a 54 rate punta a favorire l’adesione, consentendo al Comune di distribuire gli incassi su un orizzonte lungo, senza particolari tensioni di liquidità.
Per un Comune, soprattutto di piccole dimensioni, invero, l’adesione alla Rottamazione quinquies potrebbe presentare qualche problematica, soprattutto se i crediti locali affidati all’Agenzia della Riscossione presentano le caratteristiche di importi medi ridotti e di elevata frammentazione, e di forte incidenza di entrate tributarie e sanzionatorie. Inserire queste posizioni in un piano di rientro fino a nove anni significa, in sostanza, trasformare un credito già incerto in un flusso finanziario estremamente diluito.
A fronte di una rinuncia immediata a una parte certa del credito, costituita dalle sanzioni e dagli interessi, il Comune ottiene in cambio un incasso che si distribuisce nel tempo e che incide poco sulla gestione corrente, anche in termini di cassa. Quindi, il Comune non soltanto “incassa meno”, ma incassa tardi e con un effetto finanziario spesso marginale.
In parole povere, il Comune riduce il valore nominale del proprio credito (già iscritto nei bilanci di previsione tra i residui attivi da incassare) e accetta una dilazione lunga, trasferendo di fatto un vantaggio finanziario sul debitore, trasformandosi in un soggetto che concede tempo e liquidità.
Un’applicazione generalizzata dell’istituto della definizione agevolata rischia di produrre effetti limitati sulla cassa e più rilevanti sul versante delle rinunce, anche se l’utilizzo selettivo riferito ai carichi più datati e meno esigibili potrebbe invece trasformare la definizione agevolata in uno strumento utile di gestione del credito.
Di fatto, comunque, la rottamazione delle cartelle porterebbe a migliorare, comunque, la percentuale di riscossione, riducendo il “magazzino” dei crediti di difficile riscossione. Certamente, tale scelta genererebbe effetti positivi sul Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità (FCDE), consentendo di liberare le risorse di parte corrente, che l'ente locale potrebbe destinare ad altre spese o servizi, invece di accantonarle, anno dopo anno.
Il calcolo del FCDE si basa, infatti, sulla media quinquennale del rapporto tra riscossioni e accertamenti. L'aumento degli incassi generato dalla rottamazione migliorerebbe questa media storica, riducendo l'importo percentuale che l'ente deve obbligatoriamente accantonare negli esercizi successivi. Nel bilancio di previsione per l’anno 2026, ad esempio, nel bilancio di previsione del Comune di Scanno è stato previsto un FCDE di oltre 390 mila euro.
L'adesione del contribuente alla rottamazione si traduce, comunque, in un incasso certo (o in un piano di rateizzazione). Di conseguenza, i crediti interessati escono dall'area di "dubbia esigibilità", permettendo all'ente di svincolare le quote di avanzo di amministrazione, prima accantonate a copertura di quei rischi.
Per i consiglieri comunali chiamati a decidere se aderire o no alla Rottamazione, il tema di discussione non è se “fare uno sconto” ai contribuenti morosi, bensì quanto tempo l’ente è disposto ad accettare per incassare ciò che resta del proprio credito.
Se è vero che la rottamazione consente di chiudere partite difficili, è indubbio che il rischio è quello di trasformare crediti difficilmente esigibili in flussi che restano, per anni, poco significativi dal punto di vista finanziario, con la perdita della capacità di trasformare tali crediti in una risorsa utile per l’ente.
La domanda sorge spontanea: ha senso rinunciare oggi a una quota certa, da riscuotere anche attraverso le procedure previste per la riscossione coattiva, per incassare il resto in nove anni, se il problema dei Comuni è la cassa?  
Se la definizione agevolata, correttamente calibrata, costituisce uno strumento di emersione di entrate altrimenti destinate alla definitiva inesigibilità, un utilizzo non ponderato della stessa rischierebbe di produrre effetti distorsivi, sia sul piano contabile sia su quello della percezione dell’equità fiscale".valledelsagittario.it

F.S.

https://www.facebook.com/IntrodacquaAgora

Nessun commento:

CENTROABRUZZONEWS

centroabruzzonews : SULMONA

stampa la pagina