SULMONA - "L’albero abbattuto dal vento in piazza Capograssi ha messo allo scoperto, ancora una volta, le gravi carenze strutturali nella gestione del verde pubblico. Non si può continuare a gestire un settore così importante per la qualità della vita e la sicurezza dei cittadini con interventi emergenziali. Quella che manca è una seria attività di prevenzione, ma questa è assente perché a Sulmona non esiste una politica del verde urbano.La città è del tutto impreparata ad affrontare gli eventi meteo normali, figuriamoci se è in grado di fronteggiare gli eventi estremi, sempre più probabili a causa del cambiamento climatico. Come si può pensare che la gestione di questo comparto possa continuare ad essere affidata al comando della Polizia Municipale, già oberata dai suoi compiti istituzionali?
In primo luogo, occorre istituire un ufficio del verde dotato di personale qualificato. Un ufficio con il compito di programmare e gestire ogni tipo di intervento in modo trasparente e partecipativo. Un ufficio che si occupi anche degli appalti, dei bandi, delle segnalazioni e quindi del rapporto con i cittadini e le associazioni.
A Sulmona bisogna ripartire dall’anno zero perché manca tutto. Il Comune non conosce neppure l’entità e la qualità del proprio patrimonio arboreo. Non esiste il catasto del verde, strumento basilare di programmazione. Non esiste un regolamento del verde comunale che disciplini anche gli obblighi dei privati e i rapporti di collaborazione. Occorre un piano di settore che guardi non solo all’oggi ma ai prossimi 10 o 15 anni. E’ necessario un piano pluriennale di manutenzione che preveda un calendario delle potature, un piano dei tagli e un piano dei reimpianti.
Ma naturalmente per fare tutto questo è necessario che nel bilancio comunale vengano destinati fondi adeguati. Non si può continuare a trattare il verde urbano come l’ultimo dei problemi. La sindacatura Di Piero ha lasciato una pesante eredità ma va detto che la nuova giunta Tirabassi non solo ha continuato sulla stessa strada ma ha peggiorato le cose.
I 18 alberi abbattuti in piazza Garibaldi, in contrasto con le stesse disposizioni del tecnico incaricato dal Comune, non sono mai stati sostituiti. Anzi, la nuova amministrazione ha proceduto a nuovi tagli senza che ve fosse una ragione: ancora in piazza Garibaldi, in viale Roosevelt e in piazza Venezuela. Per non parlare delle cosiddette “potature”, come quelle della passata primavera in piazza Garibaldi, vere e proprie capitozzature vietate dalla legge.
Insomma, non si può continuare a campare alla giornata. Il vicesindaco Mauro Tirabassi non può limitarsi a fare annunci estemporanei e a dire un generico “ci stiamo lavorando”. Il Comune sta lavorando a cosa? Vuole decidersi ad affrontare in maniera seria, cioè strutturale, la questione del verde pubblico o vuole continuare ad ingannare i cittadini?"
Mario Pizzola
(Coordinamento Per il clima Fuori dal fossile)
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