L’assemblea è stata introdotta da Marco Alberico, del blog Casa di Vetro, il quale ha evidenziato che quella del 2 giugno è solo la prima tappa di un percorso che prevede altre iniziative in campo pacifista. “Tra queste la sottoscrizione fin da oggi della dichiarazione di indisponibilità a partecipare in ogni forma alla preparazione della guerra. Una sorta di obiezione di coscienza preventiva che può essere firmata da qualunque cittadino e che verrà trasmessa al Presidente della Repubblica che per legge è il capo delle forze armate. Un’altra iniziativa lanciata a livello nazionale è quella della proposta di legge popolare per istituire anche in Italia il Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta. Le armi non sono l’unica scelta possibile. Esistono esempi storici di Difesa non armata, come quella dei danesi che riuscì a salvare quasi tutti i cittadini di religione ebraica dalla furia nazista”.
Renato Di Nicola, del Coordinamento regionale Disarmare la pace Disertare la guerra ha detto: “Sul deposito militare di Monte San Cosimo chiediamo trasparenza. Il governo dice che nascosti nei tunnel della montagna ci sono solo limitati quantitativi di armi e munizioni? Allora a cosa serve occupare un’area vastissima di 133 ettari che potrebbe essere restituita alle comunità locali ed utilizzata per scopi sociali, per la protezione civile e per iniziative di sviluppo economico della Valle Peligna?”. Di Nicola ha sottolineato come le attuali guerre, con tutto il loro carico di morte e distruzione, hanno messo definitivamente allo scoperto il legame che c’è tra eventi bellici e fonti fossili. Se vogliamo costruire un mondo di pace dobbiamo abbandonare l’energia fossile e passare subito alle rinnovabili, che sono già oggi più competitive di gas e petrolio, fonti di enormi extraprofitti da parte delle multinazionali del settore.
Mario Pizzola, del Movimento Nonviolento, ha ripercorso la storia del deposito militare. “E’ una struttura sulla quale vige il massimo segreto. L’unico parlamentare che la visitò nel lontano 1968 è stato il senatore Michele Celidonio al quale però fu impedito di vedere alcuni ambienti per “evidenti ragioni di sicurezza”. Monte San Cosimo rappresenta per la nostra Valle un pericolo e nello stesso tempo una risorsa. Un pericolo perché in caso di guerra è un obiettivo militare strategico da colpire. E’ stato già bombardato nel corso della Seconda guerra mondiale quando lì c’era un’industria militare, il dinamitificio Montecatini Nobel. E’ una risorsa perché l’area, che appartiene ai Comuni di Pratola, Sulmona e Prezza, può già oggi essere utilizzata per fini civili perché dotata di ogni servizio: elettricità, acqua potabile e gas, strade interne, una ferrovia che la collega alla stazione di Pratola superiore ed è vicina all’autostrada. Occorre rilanciare il progetto di smilitarizzazione già approvato in passato da tutti i Comuni peligni e dalla stessa Regione Abruzzo”.
All’incontro è intervenuta anche Caterina Marzi, responsabile dei giovani del Partito Democratico, la quale ha detto che essi parteciperanno alla manifestazione del 2 giugno davanti al deposito militare di Monte San Cosimo e condividono anche le altre iniziative volte a costruire una realtà che non sia quella della militarizzazione delle nostre vite e dei territori. “Quello che si sta preparando è un futuro da incubo che noi come giovani rifiutiamo totalmente. Siamo impegnati contro la reintroduzione della leva militare obbligatoria e per diffondere una cultura di pace e di cooperazione tra i popoli che rappresentano la sola e vera sicurezza per l’umanità”.
Coordinamento Disarmare la pace Disertare la guerra
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