Il candidato è partito dall'analisi dei dati più recenti: "Pescara - ha sottolineato - è il capoluogo di provincia abruzzese in cima alla classifica regionale per la criminalità. Gli ultimi numeri ufficiali, diffusi dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno solo due mesi fa, parlano chiaro: nel 2024 sono stati registrati 11.508 reati, pari a 3.690,5 denunce ogni 100mila abitanti, collocando la nostra città al 31° posto in Italia. Siamo inoltre 30° territorio per reati legati agli stupefacenti, in peggioramento, mentre continuano a crescere truffe e frodi informatiche".
"Al di là delle statistiche - ha detto - ciò che pesa di più è la percezione quotidiana di insicurezza. Le pescaresi e i pescaresi oggi hanno paura e minimizzare questo sentimento, o coprirlo con annunci forzatamente rassicuranti, significa mancare di rispetto a tutta la città. La sicurezza non si dichiara, ma si costruisce. E lo si fa con serietà, trasparenza e scelte operative chiare".
"Siamo convinti della necessità di attivare il servizio notturno della Polizia Locale, una scelta concreta che l’attuale amministrazione non ha voluto fare - ha illustrato Costantini - Servono, poi, presidi fissi della Polizia Locale nelle aree più critiche e non interventi sporadici o solo a ridosso delle elezioni. Altra idea concreta e realizzabile è quella dei pattugliamenti a piedi, che garantiscono prossimità, prevenzione e un rapporto diretto con i cittadini".
"Un sindaco – ha proseguito – ha il dovere di rappresentare la città in ogni sede istituzionale, facendo sentire con forza la propria voce anche ai tavoli ministeriali quando si tratta di ottenere più risorse e più personale per garantire la sicurezza dei cittadini. Abbassare la testa o strizzare l’occhio al Governo solo perché è dello stesso colore politico significherebbe sacrificare Pescara a logiche di partito e questo è inaccettabile. Ancora di più alla luce delle preoccupazioni espresse solo pochi giorni fa dai sindacati di polizia, che hanno lanciato un allarme molto chiaro sul futuro della Questura di Pescara. Le organizzazioni sindacali, infatti, hanno sottolineato che i 'rinforzi' richiesti e attesi non sono sufficienti nemmeno a compensare le uscite per pensionamenti e trasferimenti imminenti. Sono già andati in pensione 59 agenti, un’emorragia di personale che non trova alcuna copertura adeguata e che rischia di indebolire in modo serio la presenza dello Stato sul territorio. Davanti a una situazione così allarmante, un sindaco non può limitarsi ad attendere. Deve mettere in campo ogni azione necessaria, istituzionale e politica per portare il caso all’attenzione del Governo e ottenere risposte concrete".
"Diciamo basta, poi, alle false promesse - è andato avanti - Come quelle di agosto scorso, quando il sindaco aveva condiviso l’impegno assunto dal Capo della Polizia di Stato, affermando che 'tra la fine dell’anno e l’inizio del prossimo da noi arriverà quasi certamente un numero consistente di nuovi poliziotti, per dare maggiore forza al nostro sistema di tutela dei cittadini e di prevenzione e repressione dei reati'. La realtà, oggi, ci dice ben altro".
"La sicurezza - ha detto ancora Costantini - si costruisce con metodo e continuità anche in questi frangenti, non solo con ordinanze che svuotano le strade e spengono i quartieri. Una città svuotata non è più sicura: è solo più fragile. Negli ultimi anni, tra 'coprifuoco urbani', parcheggi difficili e costosi e una gestione che ha prodotto isolamento, intere zone hanno perso vitalità, controllo sociale e senso di comunità. La sicurezza cresce dove cresce la vita della città, non dove la si soffoca".
"Dopo sette anni di amministrazione di destra, che ha fatto della sicurezza il proprio mantra elettorale, bisogna dirlo con chiarezza: Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia hanno fallito proprio sul terreno sul quale avevano fatto più promesse. La cosiddetta ‘filiera’ governa il Paese, la Regione e la città - ha osservato il candidato sindaco - eppure i risultati sono sotto gli occhi di tutti, perché i problemi sono aumentati e le risposte non sono arrivate. Ritengo sia squalificante, inoltre, provare a scaricare sempre le responsabilità su chi c’era prima, tornando indietro anche di decenni. Questa amministrazione guida la città da anni e ciò che oggi viviamo è il risultato diretto di scelte fatte o non fatte".
"Pescara deve tornare a funzionare, ad essere una città viva, accessibile e sicura e noi - ha concluso Carlo Costantini - siamo pronti a costruire un modello efficace, serio, credibile e davvero orientato alla sicurezza dei cittadini".
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