"Non si è ancora entrati nel merito delle soluzioni, ma era fondamentale avviare un confronto con le imprese per valutare l'impatto concreto dei cantieri su produzione, investimenti e livelli occupazionali, un passaggio che fino ad oggi non era stato affrontato in modo strutturato - riferisce Di Marco - . Con riferimento alle quattro realtà territoriali coinvolte, gli operatori intervenuti hanno evidenziato la mancanza di operatività sui progetti esecutivi. Le proposte alternative presentate vengono infatti sottoposte a RFI, che ne valuta la fattibilità e trasmette successivamente le indicazioni a Italfer, con il rischio che tali progetti non arrivino alla fase attuativa. Ogni azienda ha illustrato l'impatto dei lavori di velocizzazione sulla propria attività produttiva. Alfasigma ha presentato una proposta di variazione del tracciato che consenta il raddoppio ferroviario garantendo la continuità produttiva, evidenziando criticità legate alla delocalizzazione dei sottoservizi, all'inadeguatezza della viabilità alternativa e ai rischi ambientali connessi alle polveri di cantiere e a possibili contaminazioni. Aspetti non adeguatamente valutati e che potrebbero compromettere la produzione in ambienti a contaminazione controllata. Lo studio tecnico stima investimenti aggiuntivi tra i 3 e i 4 milioni di euro. ICO ha segnalato un contenzioso in atto con Italfer relativo all'esproprio dell'area destinata al nuovo opificio. Orsini e Blasioli hanno denunciato danni già subiti, investimenti bloccati e l'assenza di interlocuzione istituzionale, nonostante un progetto di delocalizzazione valutato positivamente da RFI. Goldengas ha riferito di aver ricevuto solo recentemente comunicazione della necessità di delocalizzare il distributore di Manoppello. A margine spiace constatare l'assenza dell'assessore ai Lavori pubblici Umberto D'Annuntiis, che avrebbe potuto dare dettagli tecnici e operativi preziosi per le realtà economiche poste di fronte all'esigenza di delocalizzare, ma con pochi strumenti tali da agevolare il fine. La velocizzazione è strategica, ma non può sacrificare imprese, investimenti e posti di lavoro.
Serve una regia politica capace di integrare infrastrutture, sviluppo economico e tutela del tessuto produttivo, ad esempio messo a rischio anche dalle polveri di cantiere, aspetto che non è stato valutato, ma che potrebbe essere un problema grande per realtà come la Alfasigma, realtà nazionale per la produzione di farmaci e dunque che necessita di tutele per macchinari e prodotto dalla convivenza con la realizzazione dell'opera, che non ci sono finora state".





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