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mercoledì 21 gennaio 2026

TUTTO "NORMALE" A PESCARA, MENTRE LA CITTÀ "RIDE PER NON PIANGERE". LE PAROLE DI MAURO RENZETTI, PRESIDENTE DI PESCARA FORTIS

PESCARA - "Se dovessimo credere ciecamente alle dichiarazioni ufficiali, ai comunicati stampa istituzionali e alle rassicurazioni del Direttore Generale, qui a Pescara vivremmo in una sorta di cantone svizzero baciato dall'Adriatico. Una terra dove la macchina burocratica è un orologio di precisione, dove i concorsi pubblici sono liturgie sacre di imparzialità e dove il merito è l'unica moneta di scambio accettata. Eppure, c'è qualcosa che non torna" - così interviene il Presidente di Pescara Fortis, Mauro Renzetti."Se è tutto così cristallino, così tecnicamente ineccepibile, così normale, come mai appena esce la notizia di un’inchiesta o di un esito concorsuale, sui social si scatena l'inferno? O meglio, non l'inferno, ma un cabaret amaro. Basta scorrere i commenti sotto i post delle testate locali per avere il polso reale dei sentimenti dei cittadini per la rassegnazione.


Leggo commenti che sono lapidi sulla tomba della speranza: "Nulla di nuovo", "Benvenuti nel club", "La meritocrazia non è mai servita". C'è chi ride a crepapelle, chi parla di "parenti serpenti che hanno cantato", e chi, con una lucidità disarmante, racconta di essere arrivato secondo tre volte ai dottorati per poi vedere passare "quelli giusti". Se la procedura è perfetta, perché il popolo la percepisce come una farsa recitata male?".


"Il vero problema che poniamo noi di Pescara Fortis - prosegue - non è solo giudiziario, per quello ci sono i tribunali, e auguriamo a tutti di dimostrare la propria innocenza, ma è squisitamente politico e sociale.

Ci chiediamo: perché i nostri giovani scappano? Perché l'anno scorso un esercito di ragazzi pescaresi ha fatto le valigie per l'Estero? Forse hanno capito che in questo sistema "normale", l'unica cosa anormale è pensare di farcela solo con le proprie forze?"


"Se la macchina amministrativa ha funzionato in modo così impeccabile, perché il sentimento comune nel pescarese è lo sconforto? È questa l'efficienza di cui ci vantiamo?

Una politica e una burocrazia che vogliono governare il futuro, e non solo occupare le poltrone del presente, dovrebbero guardare in faccia questa realtà, invece di nascondersi dietro al dito della "regolarità formale". Difendere l'indifendibile, barricarsi dietro battute, freddure o scaricabarile e l’opposizione farebbe bene a farsi un esame di coscienza dato che la percezione dei cittadini non cambia in base al colore della casacca: è il modo migliore per firmare la condanna al declino della nostra città, del sistema politico e burocratico.

Se il Direttore Generale e la classe dirigente ritengono che questo vespaio di polemiche sia solo rumore di fondo, allora hanno perso il contatto con la terra. La

gente vede, capisce e, purtroppo, se ne va".


"Noi di Pescara Fortis non ci stiamo. Non ci stiamo a questa "normalità" che odora di vecchio e di chiuso. Vogliamo risposte vere, non burocratese. Vogliamo una ventata di aria nuova.

Perché se continuiamo a dire che va tutto bene mentre la nave affonda, alla fine a bordo resteranno solo i "vincitori" dei concorsi, ma non ci sarà più nessuno a pagare il biglietto per farli governare"- conclude Renzetti.


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