SULMONA - "- Come mai una tassa deliberata circa 25 anni fa non è stata mai applicata?
- Quali sono le ragioni per cui la Regione che è l'organo di controllo di questo ente ha lasciato che questo accadesse?
- Gli amministratori che per 25 anni si sono succeduti alla guida di questo ente non hanno provocato un grande danno erariale?
- E chi doveva controllare la trasparenza amministrativa e la gestione delle risorse?
- oggi ci si chiede di risanare una situazione disastrosa che finora oltre a non rendere un servizio efficiente ha comunque incassato il tributo dei possessori dei terreni irrigui .
- In che modo? - Applicando una tassa che non porta alcun beneficio al contribuente così come previsto dalla Corte costituzionale.
- l'onere della prova del mancato beneficio non è a carico del contribuente ma del Consorzio.
- Infatti nel Piano di classifica del consorzio così come previsto dalla C.C. non viene esplicitato in maniera chiara quali sarebbero le azioni messe in atto a beneficio del contribuente.
- Le acque piovane sono un evento naturale e se convogliate nelle fognature il contributo si paga già alla Saca.
- Se convogliate nei canali sarebbe necessaria una mappatura.
- Buona norma vorrebbe che a priori e non a posteriore i consorziati venissero informati e coinvolti nell'attività consorziale.
- Alla politica locale è in particolare alle 3 consigliere rappresentanti della Valle Peligna chiediamo perché il tavolo tecnico in Regione promesso quando hanno chiesto la sospensione della tassa e che come chiaramente riportato nella delibera 16/01/2026 ha determinato l'applicazione della tassa non è stato convocato.
- Quale è oggi la loro posizione a riguardo?"si legge in una nota giunta in redazione
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