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mercoledì 10 luglio 2024

MARELLI SULMONA: DI GIROLAMO (M5S): “PRESENTATA NUOVA INTERROGAZIONE URGENTE


SULMONA -"Di Girolamo (M5S): “Presentata nuova interrogazione urgente. Basta giocare con il futuro di lavoratori e famiglie. Servono chiarezza e impegno”. “Nella giornata di oggi ho depositato un’altra interrogazione urgente sulla situazione dello stabilimento Marelli di Sulmona. Spiace constatare come ad oggi le promesse fatte dal governo non siano state mantenute, anzi.  Lo scorso mese di ottobre il governo, in risposta a una mia interrogazione e per bocca del Sottosegretario Bergamotto, assicurava massimo impegno e testualmente che “tra le priorità di questo Governo vi è quella di accompagnare il complessivo rilancio della produzione dell'intero settore automotive, ivi compresi gli importanti stabilimenti del gruppo Marelli, che in Abruzzo, come del resto per l'intero Paese, rappresentano una rilevante risorsa economica e occupazionale.”.Purtroppo alle parole non sono seguiti i fatti, una costante che per la verità non sorprende e che anzi è caratteristica del governo Meloni. Sorprende invece il fatto che si decida di lasciare decine di famiglie senza risposta, nello sconfortante limbo dell’incertezza lavorativa.
Che fine ha fatto l’importanza del settore automotive? Cha fine farà lo stabilimento Marelli di Sulmona? Che destino aspetta i lavoratori dello stabilimento e dell’indotto?
Se qualcosa è andato storto rispetto a quanto programmato dal governo – e questo appare evidente – o se non si è capaci di fornire risposte adeguate, bisogna avere la franchezza di dirlo chiaramente. Devono smetterla di giocare con il futuro di lavoratori e famiglie.”.
Così in una nota la senatrice sulmonese Gabriella Di Girolamo.


Interrogazione orale con carattere d’urgenza ai sensi dell’art.151 del Regolamento
DI GIROLAMO - Al Ministro delle imprese e del made in Italy. - Premesso che:
la nuova azienda Marelli nasce nell’ottobre del 2018 con la vendita, da parte del gruppo FCA, dell’italiana Magneti Marelli per 5,8 miliardi di euro alla giapponese Calsonic Kansei, a sua volta integralmente controllata dal fondo americano Kkr. Per potersi permettere un’operazione di questa portata, il fondo ha caricato un debito imponente sulla nuova azienda. Ora Marelli è italiana nel marchio, ma non nella governance;
il piano di razionalizzazione degli stabilimenti Marelli da tempo desta numerose preoccupazioni per quanto riguarda la tenuta dei livelli occupazionali e produttivi delle fabbriche interessate dal piano;
lo stabilimento Marelli di Sulmona (L’Aquila) negli ultimi anni è passato da circa 700 a 460 dipendenti, compresi gli amministrativi. Risulta altresì all’interrogante che vi siano in atto offerte di incentivi all’esodo. L’azienda sembra dunque orientata a ridurre progressivamente il personale, contrariamente a quanto dichiarato in precedenza con la risposta all’interrogazione n. 3-00603. Il sottosegretario Bergamotto in quella circostanza sottolineava infatti come “tra le priorità di questo Governo vi è quella di accompagnare il complessivo rilancio della produzione dell'intero settore automotive, ivi compresi gli importanti stabilimenti del gruppo Marelli, che in Abruzzo, come del resto per l'intero Paese, rappresentano una rilevante risorsa economica e occupazionale.”.
la produzione della fabbrica peligna è per l’80% legata allo stabilimento ex Sevel di Atessa (Chieti);
si apprende da notizie stampa che dai recenti confronti avuti dalle rappresentanze sindacali nessuna garanzia è emersa sul mantenimento dei livelli occupazionali e di manutenzione/ammodernamento degli impianti dello stabilimento, anzi, semmai è stato confermato un cospicuo numero di esuberi che sfiora il 20% dell'attuale forza lavoro;
dal 19 agosto 2024 scatterà il contratto di solidarietà, mentre la commessa Ducato resterà a disposizione fino al 2031. Le rassicurazioni arrivate dal tavolo Governo–Stellantis non fermano quindi le preoccupazioni delle organizzazioni sindacali;
le rappresentanze sindacali unitarie (RSU) scrivono: "Alla politica locale e regionale chiediamo una convinta presa di posizione e, come avvenuto in altre regioni del Paese, l'avvio di un tavolo di confronto sullo stabilimento sulmonese, il quale rappresenta uno dei tanti tasselli del complicato mosaico del mondo automotive della regione Abruzzo". Secondo le RSU "il ricorso alla cassa integrazione da parte di Sevel a partire da inizio luglio, che per simbiosi ha fatto automaticamente scattare gli ammortizzatori sociali anche a Sulmona, non è certo foriero di buoni presagi per lo stabilimento Marelli, basti pensare che proprio nell'incontro del 20 giugno l'azienda Marelli ha già prospettato per il prossimo futuro per Sulmona un ulteriore e lungo periodo di ammortizzatori sociali, in qualche modo evidenziando che nella simbiosi con Sevel, Sulmona è comunque parte debole e con esuberi” (ansa.it, 9 luglio 2024);
al quadro drammatico sopra descritto vanno aggiunte le ripercussioni sull’intero indotto legato allo stabilimento Marelli Sulmona. Basti pensare che, ad oggi, mentre il personale della Marelli Sulmona  risulta in cassa integrazione fino al prossimo 28 luglio (e dal 19 agosto 2024 si prevede l’attivazione del contratto di solidarietà), a cascata anche le aziende dell’indotto hanno attivato la Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO) ma, a differenza del gruppo Stellantis -che nel caso di eventuale chiusura degli stabilimenti può attivare diversi strumenti  di sostegno, come ad esempio le tutele garantite dalla Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego- tale possibilità non è prevista per i lavoratori dell’indotto, che si troverebbero improvvisamente senza lavoro;
risulta inoltre che la mancata manutenzione dello stabilimento di Sulmona ha creato condizioni di mancata sicurezza per i lavoratori: dalla copertura in materiale eternit alle infiltrazioni di acqua, dalla ruggine ai concreti problemi si salubrità dell’aria. Come denunciato dalle forze sindacali, la mancanza di manutenzione dei macchinari della catena di montaggio Marelli Sulmona genera una percentuale di pezzi di produzione difettati, da avviare quindi allo scarto, pezzi che vengono poi acquistati dall’azienda in altri stabilimenti al fine di mantenere l’impegno della commessa,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti;
se e quali azioni concrete siano state ad oggi messe in campo per tutelare i livelli occupazionali e produttivi dello stabilimento Marelli di Sulmona e del relativo indotto e quali gli esiti del confronto sul tema con il Gruppo Stellantis;
quali siano le azioni future previste finalizzate ad assicurare la piena operatività dello stabilimento e se sia a conoscenza delle reali intenzioni dei committenti;
se non ritenga opportuno impegnarsi attivamente per scongiurare la chiusura dello stabilimento Marelli di Sulmona, che avrebbe ripercussioni catastrofiche sul futuro di numerose famiglie e sul tessuto socio-economico abruzzese.




1 commento:

Aldo ha detto...

..
Non pensi sia troppo tardi? Forse quattro o cinque anni fa chissa'....