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giovedì 4 luglio 2024

"A PAGARE SONO SEMPRE GLI STESSI! PIANO DI RAZIONALIZZAZIONE ASL 1: PARZIALE BLOCCO DEL TOURNOVER, RIDUZIONE DI PERSONALE, CONTRAZIONE SULLA SPESA FARMACEUTICA"

L'AQUILA - "La scrivente Organizzazione Sindacale, già nel 2017, aveva denunciato la grave sperequazione esistente tra la ASL1 della Provincia dell’Aquila e le altre ASL della Regione Abruzzo, con la successiva proclamazione di uno stato di agitazione seguito dalla convocazione in sede prefettizia e da innumerevoli incontri presso la Commissione Regionale Sanità ed il Comitato Ristretto dei Sindaci. Tali circostanze di disuguaglianza e di squilibrio sul territorio della Regione Abruzzo, tuttora persistenti, ora come allora, rischiano di compromettere il corretto funzionamento del servizio sanitario pubblico.
    Mancano, infatti, gli investimenti necessari e adeguati alla conformazione e alle esigenze della Provincia Aquilana, in virtù della peculiarità delle aree interne di pertinenza. Oggi, dopo oltre sette anni, la Direzione Strategica della ASL1 licenzia un documento che raccoglie le denunce della CGIL, senza però arrivare ad un coinvolgimento corretto e propositivo dei decisori politici, che ancora oggi sfuggono alle soluzioni da intraprendere e, addirittura, anche dal confronto con le parti sociali.
    Il Piano di Razionalizzazione della spesa sanitaria della ASL1, nonostante riconosca la sperequazione effettiva attuale, propone, infatti, i soliti tagli ai servizi ed al personale, con conseguente riduzione degli investimenti, nonostante le indicazioni fornite e gli impegni assunti dall’assessorato regionale alla salute sul non ridimensionamento dei livelli occupazionali.
    A quanto pare, dopo anni, e, soprattutto, dopo la pandemia, si torna al blocco parziale del turnover, che si stima essere tra il 30% ed il 50% del personale impiegato nel sistema sanitario ma che la stessa ASL 1, a tutt’oggi, non ha quantificato; ciò vuol dire che, con il predetto blocco del turnover, ci troveremo con 50/60 unità lavorative del personale sanitario in meno. Infatti, nel documento si esplicita a chiare lettere che “Si prevede di procedere a un reintegro solo parziale del cessati dell’anno 2024, nei limiti delle esigenze di contenimento della spesa...omissis…”, quantizzandone anche il risparmio in 2.172.041,29 euro, rispetto ad un complessivo taglio sul costo del personale, pari ad € 2.443.341.
    Di nuovo, quindi, vengono scaricate sulle lavoratrici e sui lavoratori le conseguenze di un buco di bilancio di oltre 46 milioni di euro.
    Non v’è chi non veda come una siffatta gestione delle risorse determinerà, a breve, ulteriori ed inaccettabili ricadute sui livelli occupazionali ed assistenziali di una ASL1 già in affanno per carenza di personale, tagli delle risorse, mancati investimenti e mancati acquisti di farmaci ed emoderivati ( meno 2.800.000) e dispositivi sanitari.
    Una sorte ugualmente tragica toccherà al personale assunto tramite cooperative e/o società esterne alla ASL1; invero, come recita il già menzionato Piano, si procederà ad una “riduzione dei contratti di servizio a prevalente componente di manodopera” con un taglio complessivo sui servizi appaltati pari ad € 2.150.000.
    I predetti tagli al personale, tra l’altro, rischiano di pregiudicare gli investimenti in corso per le case e gli ospedali di comunità che non avranno le risorse umane necessarie ed andranno ulteriormente a compromettere le attività attualmente esternalizzate con evidenti ripercussioni sui servizi e sul personale.
    In altre parole, possiamo pacificamente dichiarare che a pagare sono sempre gli stessi, e cioè lavoratrici e lavoratori impiegati nel servizio sanitario e cittadine e cittadini della Provincia dell’Aquila aventi diritto alle cure.
    Invero, come già anticipato, per il personale sanitario, verranno ulteriormente ridotti gli spazi assunzionali, con carichi di lavoro che, per i pochi che restano, giocoforza aumenteranno, determinando, sin d’ora, accorpamenti di reparti e blocco delle ferie; mentre, per le cittadine e per i cittadini verranno ulteriormente tagliati i servizi di prevenzione e cura, con conseguente aumento delle disuguaglianze già esistenti tra coloro che hanno le risorse per curarsi altrove e coloro che, invece, non hanno modo né maniera di recarsi presso strutture private e/o fuori dalla Provincia dell’Aquila per curarsi.
    La scrivente ritiene inaccettabile un Piano di razionalizzazione che aggraverà ancora di più le condizioni dei livelli quali-quantitativi delle prestazioni sanitarie, e le condizioni di lavoro a cui è costretto tutto il personale.
    E’ un obbligo del Sistema Sanitario Pubblico rispondere ai bisogni della comunità secondo  i  principi di equità, universalità, gratuità e prossimità, che si realizzano attraverso maggiori investimenti in personale e tecnologia tornando a rendere effettivamente attrattivo il Sistema Sanitario Provinciale".


    Il Segretario Generale CGIL                Il Segretario Generale FP CGIL
          Provincia dell’Aquila                      Provincia dell’Aquila
             Francesco Marrelli                       Anthony Pasqualone

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