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mercoledì 17 gennaio 2024

PRATOLA PELIGNA, FESTA DI SANT'ANTONIO ABATE

PRATOLA - "Il 17 gennaio è il giorno in cui la tradizione ricorda sant'Antonio abate, patrono dei contadini, degli allevatori e protettore degli animali, come testimoniano i principali elementi iconografici che lo identificano: il maiale, il bastone con il campanellino e il fuoco ai suoi piedi.Ieri sera a Pratola Peligna consueta manifestazione per le vie cittadine.La festa di Sant' Antonio Abate è diffusissima in Abruzzo essendo il santo una delle figure principali della religiosità popolare.
Il 17 gennaio è indicato dalla tradizione copta, siriana e bizantina, come il giorno della morte di Sant' Antonio e quindi della sua nascita celeste.

Il santo, nato in Egitto, usò come primo rifugio di penitenza una piccola cella, poi un'antica tomba egiziana, un vecchio castello ed infine si ritirò sulle rive del Mar Rosso in un deserto inospitale dove restò per ottanta anni.
Sant' Antonio fu il santo delle tentazioni: il diavolo gli apparve in tutte le sembianze, angeliche, umane e bestiali.
Viene invocato per la salute del bestiame domestico e del corpo, specialmente contro il «fuoco di Sant'Antonio», l'afta epizootica.Il culto di Sant' Antonio è particolarmente diffuso tra le comunità rurali. Vengono attribuite feste in onore del santo, che si caratterizzano per le rappresentazioni, in forma teatrale e melodica, delle tentazioni del diavolo; vengono accesi solstiziali e preparati i granati, in dialetto "j ranète" (ossia chicchi di granturco lessi) che venivano distribuiti gratuitamente a chiunque fosse venuto a cercarne durante la giornata. Specie nelle ore pomeridiane, in giro per il paese, si vedevano gruppi di giovani e di ragazzi d'ambo i sessi (piuttosto affamati, a dir la verità) che andavano "pè ranète" in omaggio alla pia consuetudine. Si trattava di un cibo rituale con proprietà protettive e propiziatorie.A Pratola Peligna ( a cui si riferiscono le immagini fotografiche)  la tradizione vuole che la sera del 16 di gennaio,si svolga una "rappresentazione in costumi caratteristici" con Sant' Antonio e il diavolo, impersonati da due confratelli della SS.Trinità,  accompagnati da musicanti che cantano la vita, le tentazioni e i miracoli del santo e girano per le vie del paese fino a tarda notte.

.Il 17 gennaio per la festa di Sant' Antonio a Pratola è antica usanza benedire gli animali; dopo la funzione della santa messa, presso la chiesa della SS.Trinità, la statua del santo viene portata in processione fino a  piazza Garibaldi nel centro del paese,  dove il Parroco impartisce la sua benedizione ad un coloratissimo corteo composto da animali domestici: cani, gatti, galline, oche, cavalli, canarini, pappagallini; e pittoreschi carri agricoli: trattori.. tutti inghirlandati  con nastri colorati, e grossi ciambellani di pan salato.
Anticamente il parroco benediceva asini, muli, cavalli, buoi, vacche, vitelli, branchi di pecore e capre.
Gli animali ripuliti e ornati con bardature fiammeggianti, sfilavano (non sempre docilmente per la verità) davanti al sacerdote benedicente accompagnati dai loro padroni, dall'aria fiera e un po' guardinga, anch'essi vestiti a festa.







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