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mercoledì 18 maggio 2022

"MORTE AMMINISTRATIVA AL CARCERE DI VASTO. PER DI GIOVANNI E NARDELLA DELLA UIL È FALLIMENTO ASSOLUTO"

VASTO - "Sembra uscita da un romanzo dell'assurdo ma è purtroppo la pura e semplice verità.Al carcere di Vasto si sta "morendo" di carenza organica.La situazione è tragica a tal punto che la direttrice è stata costretta a fare il lavoro da poliziotta pur di  garantire il servizio al quarto cancello.Una situazione questa che non ha eguali nella storia dei Penitenziari italiani.-Ci vanno giù molto duramente Il Segretario Generale Ruggero Di Giovanni e il segretario regionale Mauro Nardella della UIL PA polizia penitenziaria Abruzzo-Pagina nerissima quella vissuta al carcere di Torre Sinello.Su una pianta organica di 99 unità di polizia penitenziaria, a seguito di 52 pensionamenti nei 3 anni, malattie a lungo termine e 22 agenti in aspettative speciali, attualmente la Direzione della Casa Lavoro di Vasto dispone solo di 15 unità del ruolo agenti e assistenti di cui 6 per il servizio a turno di ben 4 sezioni detentive ( di norma ce ne vorrebbero almeno 20) e quindi sufficienti a malapena a coprire un solo turno; 4 assistenti per garantire il servizio delle traduzioni e dei piantonamenti ( numero talmente scabroso da essere addirittura insufficiente per garantire il piantonamento attualmente in corso di un internato straniero senza fissa dimora già evaso in passato).-Spiegano i due sindacalisti della Uil-Per almeno un mese ed in barba a contratti che impongono il riposo settimanale è stato deciso di non dare i riposi al personale ( trattamento talmente duro che neanche ai condannati costretti a lavorare in Siberia  e agli stessi detenuti è riservato).Se a tutto questo aggiungiamo il fatto che la Direzione non ha potuto per oggettiva impossibilità contrattare con le parti sociali la distribuzione del fondo incentivante, la "morte" amministrativa è servita.-Tuonano Di Giovanni e Nardella-Stiamo parlando di un tracollo senza precedenti che non può che indignare i più ottimisti appartenenti al genere umano figuriamoci  chi, come i poveri poliziotti, si ritrovano a dover lavorare da autentici schiavi e per di più  in un contesto lugubre e pericoloso come lo è il carcere.-Continuano i due dirigenti-Eppure la UIL a Marzo lo aveva fortemente denunciato tutto questo evidenziando, in una precisa nota inviata a Roma e un comunicato stampa opportunamente diramato, proprio l'impossibilità di effettuare le riunioni sindacali per mancanza di personale tanto da chiedere l'invio di agenti in missione per garantire i diritti sindacali nella Casa lavoro vastese.Stante la situazione deprecabile e che ha superato, senza tema di essere smentiti, la decenza più totale non possiamo che definire altamente fallimentare la scelta fatta qualche anno fa di accorpare il provveditorato abruzzese con quello laziale.Crediamo - concludono gli esterefatti e molto preoccupati Di Giovanni e Nardella- sia giunta l'ora di fare ridisegnare la geografia amministrativa dell'Amministrazione penitenziaria restituendo agli abruzzesi, riportando a Pescara la sede dell'ufficio territoriale più importante in chiave regionale qual è appunto il Provveditorato dell'Amministrazione Penitenziaria,la serenità scippata".




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