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mercoledì 1 dicembre 2021

ORGANICI POLIZIA PENITENZIARIA CARCERE SULMONA. NARDELLA ( UIL PA)"IL PROVVEDITORATO HA PRESO UN ABBAGLIO"

SULMONA - "Non le ha mandate a dire la UIL PA polizia penitenziaria quando, nella seduta di esame congiunto tenutosi ieri con la direzione del carcere di Sulmona, è venuta a conoscenza della diatriba sorta tra la stessa direzione e il provveditorato interregionale dell'amministrazione penitenziaria Lazio, Abruzzo e Molise, sugli organici di polizia penitenziaria.Anche la UIL PA, unendosi alla categorica risposta data dal direttore, rimanda al mittente le presunte risposte che gli uffici del PRAP avrebbero dato  circa il fatto che l'attuale organico presente in istituto risulterebbe sufficiente finanche a coprire l'esigenza operativa dell'ormai pronto nuovo padiglione ( a giorni ci sarà il collaudo).Se ciò rispondesse al vero ( anche se riteniamo di  credere fermamente a ciò che la direzione di Sulmona afferma) ci ritroveremmo di fronte ad una vera e propria presa in giro. Ma veniamo al dunque: Il 22 luglio 2021 la Direzione Generale del Personale e delle Risorse disponeva il trasferimento di 37 unità di polizia penitenziaria in entrata al carcere di piazzale vittime del dovere e 6 in uscita;

Il 28 luglio, sempre la D.G.P.R., disponeva l'assegnazione di 3 unità di polizia penitenziaria femminile di prima nomina dal 178°corso;

il 14 settembre, sempre ad opera della D.G.P.R., veniva disposta la revoca del trasferimento di una delle unità trasferite con provvedimento del 22 luglio 2021.

Guardando i dati si potrebbe pensare ad un fatto positivo ma di fatto non lo è per niente.

Tra persone andate nel frattempo in pensione e quelle congedate perché ritenute inabili ci ritroviamo con una realtà poco stimolante dal punto di vista numerico e non solo.

Su questo concordiamo con la Direzione quando al PRAP risponde  affermando che i provvedimenti adottati non hanno costituito alcun incremento del numero di poliziotti effettivamente in servizio presso il carcere peligno. Il tutto visto che in luogo delle 248 unità in servizio al 1° gennaio di quest'anno l'istituto di pena ovidiano, ad oggi, si ritrova con due unità in meno in organico ( 246 in luogo delle 248 di Gennaio).

Abbiamo quindi modo di ritenere, dando uno sguardo ai numeri, che il PRAP abbia preso un autentico abbaglio.


Ci uniamo, a tal proposito, al pensiero del direttore del carcere quando afferma che risulta fuorviante  che il PRAP parli di avvenuto incremento delle unità di polizia penitenziaria; 

semmai i provvedimenti adottati hanno più realisticamente ridotto una gravissima carenza di polizia penitenziaria sull'organico ( mai condiviso dalla UIL PA polizia penitenziaria aquilana) fissato dal P.C.D. ( Provvedimento del Capo del Dipartimento) del 29 novembre 2017 e che nonostante i provvedimenti adottati si registra tutt'ora una grave carenza di personale (senza contare quello necessitante per la messa in funzione del nuovo padiglione) pari a 21 unità.


Il tutto senza considerare il fatto che malgrado ci si impegni allo spasimo a cercare di ridurre il numero di ferie arretrate accumulate negli anni dai baschi blu sulmonesi non si può che denunciare il totale fallimento in tal senso atteso che, in tali condizioni, resiste l'impossibilità a smaltire anche solo una parte delle decine di migliaia di giornate accantonate. 

A tutto ciò vanno aggiunte la precarietà e la difficoltà nell'amministrazione di un istituto che ospita 400 detenuti ad alta sicurezza con una forza insufficiente ed indadeguata alle reali necessità 


La frittata è fatta se a tutto questo aggiungiamo il fatto che il personale è molto anziano, falcidiato da numerose patologie, demotivato dal vedere sempre più cadere nel baratro il sistema penitenziario e che rispetto ai colleghi del Nord, moltissimi dei quali agenti di primo pelo, risulta essere ( giustamente direi)in possesso di requisiti in ordine ai diritti soggettivi  maggiori.

Solo per fare un esempio, un poliziotto penitenziario con 25 anni di servizio ( quasi tutti quelli di Sulmona) ha in dote 15 giorni di congedo annui in più rispetto ad un agente appena uscito dal corso e che, come detto, quasi sistematicamente opera in istituti del Nord Italia.

Tutto questo si traduce per il carcere di Sulmona in circa 3000 giornate lavorative in meno e che non fanno altro che riverberarsi negativamente sulle energie psico-fisiche dei malcapitati  le quali, a volte, si traducono in necessari e vitali ricorsi a periodi di malattia.


La UIL ovviamente si oppone alla politica devastante che si è andata perpetrando a danno del carcere ovidiano.

Così come si oppone alla dinamica che vede sopprimere posti di servizio anche di rilevante portata solo perché si ritiene irresponsabilmente di poterli gestire da remoto con mezzi tecnologici che nulla hanno di umano.


La UIL PA PP da alcuni mesi evidenzia, cosa che ha ribadito anche  ieri durante l'esame congiunto, che siamo vicini al punto di non ritorno ( questo sempre che non lo si è già raggiunto).


Solo guardando alla questione degli organici non possiamo che far denotare il fatto che, così facendo, l'amministrazione rischia di compromettere la sua immagine poiché si mostrerebbe "reietta" dal punto di vista amministrativo nei confronti dei suoi dipendenti.


La situazione è sotto gli occhi di tutti. Tutto rimarca fuorché qualcosa di buono.


L'esame congiunto è proseguito con la discussione dei restanti punti all'ordine del giorno ove la UIL ha fatto valere le seguenti posizioni:


per la mobilità interna la UIL ha chiesto la sua esplicazione ad una data postuma alla revisione oramai prossima del protocollo d'intesa regionale;


maggiore attenzione per il ruolo dei sovrintendenti alla cui direzione è stato chiesto  il giusto utilizzo degli stessi per non incorrere in atti di demansionamento;


per quanto attiene la nomenclatura da assegnare al nuovo padiglione, seppur la UIL ritiene di intitolare ad Armida Miserere l'intero carcere, ha condiviso la proposta del Sinappe di intitolare proprio alla Miserere il nuovo reparto.


ha appreso con favore la notizia della riscrizione del regolamento interno per quanto attiene il regime penitenziario relegato alla vita detentiva.

L'auspicio, neanche a dirlo, è che il contenuto dello stesso si traduca anche nel miglioramento delle condizioni di vita degli operatori penitenziari.

La UIL in chiosa ha rinnovato l'invito all'amministrazione di rivedere la circuitazione presente con l'allontanamento dei collaboratori di giustizia ed implementazione in quel reparto del nuovo settore per le multivideoconferenze ( udienze processuali a distanza per il tramite di tecnologie video) e, soprattutto, con l'adeguamento del nuovo ( per modo di dire visto che è stato promulgato nel 2000) regolamento di esecuzione dell'ordinamento penitenziario nella parte in cui prevede l'implementazione di acqua calda e docce direttamente nelle camere di pernottamento ( ex celle)".



 Mauro Nardella segretario generale territoriale UIL PA polizia penitenziaria e Componente della segreteria confederale CST UIL Adriatica Gran Sasso con delega alla pubblica amministrazione

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