SULMONA - "I comitati cittadini per l'ambiente aderiscono alla mobilitazione per la difesa del punto nascite e parteciperanno alla manifestazione che si terrà a L'Aquila giovedì 9 aprile. La chiusura del punto nascite non solo priverebbe la nostra comunità di un servizio essenziale, ma spalancherebbe le porte all’irreversibile declino del nostro ospedale. Il diritto alla salute, che la nostra Costituzione all’Art. 32 garantisce a tutti i cittadini, verrebbe così cancellato per essere sostituito dal privilegio: potranno curarsi le persone abbienti che possono permettersi di sostenere costi aggiuntivi
quali, ad es. spostamenti per raggiungere centri di cura, permanenza in loco dei familiari per assistere i degenti, ecc..."si legge in una nota giunta in redazione."Quella in atto è l'ultima di una serie di spoliazioni portate avanti da un potere politico cieco ed autoreferenziale: da un lato ci tolgono servizi fondamentali, dall'altro ci impongono opere non condivise ed altamente impattanti. Quanto sta avvenendo è davvero molto singolare: il nostro territorio non avrebbe i "numeri" né per salvare il punto nascite né per conservare il Tribunale ma, guarda caso, ha tutti i requisiti per l'insediamento del metanodotto e della centrale Snam! E'del tutto evidente che siamo di fronte a scelte che hanno ben poco di tecnico e molto di politico. Poiché queste scelte vengono da lontano, come cittadini ci chiediamo dov'erano i nostri rappresentanti istituzionali che hanno governato e governano ai vari livelli e cosa hanno fatto per impedire che si arrivasse alla situazione odierna. La sottrazione di diritti essenziali in settori primari - quali la salute, la giustizia, l'ambiente - nel contesto di una gravissima crisi economica e sociale, non potrà che produrre l'ulteriore spopolamento del centro Abruzzo e quindi la sua definitiva marginalizzazione e desertificazione. E’ questo l’obiettivo che con un perverso e cinico agire politici e grandi poteri economici, hanno deciso in passato e ora stanno ponendo in essere. Il dovere di chi è investito del governo della cosa pubblica è quello di ascoltare le legittime istanze della popolazione perchè i cittadini non possono essere considerati come soggetti passivi dell'azione politica ma, al contrario, in base al dettato costituzionale essi sono i detentori della sovranità popolare: ricordiamolo con forza a questi “signori” che si arrogano il potere di decidere se, quali e quanti sono i diritti a cui i cittadini del Centro Abruzzo possono accedere! Ricordiamoglielo alzando la schiena e la voce: subìre equivale a giustificare e assecondare il loro operato, danneggiando i nostri figli. Di fronte ad un governo regionale che, anziché con il confronto democratico, risponde con insofferenza ed arroganza, non resta che la lotta; una lotta alla quale auspichiamo che i cittadini partecipino in massa perché ciò che è in gioco non è solo il diritto di nascere a Sulmona, ma è il diritto del nostro territorio a continuare a vivere per avere un futuro!"
Comitati cittadini per l’ambiente
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