Marsilio si farà sentire. Dirà alla Meloni che Sulmona e la Valle Peligna sono una delle aree più depresse dell’Abruzzo, un territorio che sta attraversando da tempo una pesantissima crisi economica ed occupazionale. Non possiamo permettere che si perdano altri 162 posti di lavoro. Sarebbe la goccia che fa traboccare il vaso.
Marsilio aggiungerà che il Governo non si può ricordare dell’esistenza di Sulmona solo quando si tratta di imporre impianti dall’impatto pesantissimo come la centrale Snam per la quale si stanno buttando ben 180 milioni di euro senza alcun ritorno occupazionale e senza alcun beneficio per la comunità locale.
Quindi Marsilio chiederà alla Meloni di convocare con urgenza un incontro con i vertici dell’Enel per dire loro che devono garantire il mantenimento dei posti di Lavoro a Sulmona. L’Enel è una società controllata dallo Stato e i suoi amministratori sono nominati dal Governo. Al quale devono rispondere. Non possono sottrarsi. Quello che si sta chiedendo è del resto del tutto ragionevole”.
Delusione tra le lavoratrici e i lavoratori delle 3G che, invece di questo discorso, hanno portato a casa, di nuovo, tutta la solidarietà del Sindaco e delle due consigliere regionali. “Continueremo a difendere il vostro posto di lavoro – hanno detto – con determinazione e in tutti i modi”. Sì, ma come? Questo non è dato sapere. Misteri della politica.
Di una cosa, però, i dipendenti della 3G possono essere certi: la tanto decantata filiera si è rotta. O forse non è mai esistita".
p. Coordinamento Per il clima Fuori dal fossile
Mario Pizzola
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