"Le condizioni di vita e di lavoro qui al carcere di Sulmona non sono affatto belle!"
- spiegano i dirigenti sindacali-
D'altronde quando a una carenza di organici si somma un sovraffollamento di detenuti e un apparato strutturale pieno di problemi per chi sa di carcere non può che sottoscriverlo e affermare che il disastro è compiuto.
A Sulmona questo è successo e sta tutt'ora accadendo.
Attualmente sono 265 gli organici di Polizia Penitenziaria amministrati dei 255 previsti dal Provvedimento del Capo del Dipartimento (PCD).
Ad oggi però se ne contano 230 in forza operativa compreso il Nucleo traduzioni e piantonamenti ma, cosa assai grave, al netto di persone assenti a qualsiasi titolo( compresi i tanti poliziotti parcheggiati in prepensionamento intenti così come lo sono a consumare i tanti giorni di congedo ordinario accumulato poiché impossibilitati ad averlo potuto fruire precedentemente) quotidianamente ci si rifà a una media di sole 160 unità di Polizia Penitenziaria in servizio per 667 detenuti ristretti.
Nel pomeriggio spesso monta un solo agente per piano (per circa 90-100 detenuti) e a volte anche uno per due piani.
A maggio in coincidenza con il periodo elettorale si prevede che anche di mattina si opererà con uno per piano.
Diventa assai difficile effettuare perquisizioni straordinarie di quelle cioè molto efficaci per scovare oggetti non consentiti compresi droga e telefonini.
Gli agenti spesso sono costretti a fare doppi turni per garantire la copertura dei posti e questo rende ancora più difficoltoso raggiungere l'obiettivo del rafforzamento delle politiche di prevenzione necessarie proprio per evitare che telefoni e droga giri facilmente.
Il deficit strutturale non è secondo a quello organico, anzi lo rende ancor più inerme.
Manca al momento un apparato di video sorveglianza esterna; mancano reti anti intrusione e grate anti getto alle finestre sia al reparto verde che quello blu;
Le promesse fatte dal DAP sono state tante ma finora tutte da marinaio.
Quello di cui si è quasi sicuri è che a breve grazie a fondi Prap sarà implementata l'impianto di videosorveglianza esterna.
Per le reti anti droni dei tecnici sono venuti a fare sopralluoghi su sopralluoghi ma di concreto non c'è mai stato nulla.
È stata chiesta l'implementazione di jammer ma nei viaggi fatti a luglio e settembre del 2025 e gennaio e febbraio del 2026 dai tecnici ad oggi si sono viste solo chiacchiere.
Non c'è l'antiscavalcamento!!!
Bisogna quagliare anche perché a Sulmona non c'è solo un problema di sicurezza interna ma anche pubblica considerati i detenuti che vi sono rinchiusi.
Se evade un detenuto di Sulmona è cosa molto diversa rispetto a quello evaso da Avezzano.
Il reparto Oro appena inaugurato presenta già molti problemi.
L'altro ieri ad esempio è mancata l'acqua calda.
Server della videosorveglianza sorveglianza non funzionanti cioè non registrano; problemi di riscaldamento che a volte vanno altre volte no e solo grazie alla comprensione dei detenuti non si è scaduti in serie proteste seppur i detenuti si siano lamentati;
Non c'è un investimento del DAP su Sulmona.
La struttura è stata caricata di problemi ma non gli è stata data una vera mano.
Per quanto l'anno scorso ci sia stato un gruppo di supporto che ha temporaneamente sortito un buon effetto non è stato seguito da un aiuto stabile e continuativo anche perché le unità che erano state inviate sono state poi mandate via, anzi altre si sono aggiunte in uscita come quelle inviate alla Scuola , in missione a Viterbo, GOM , GIR, GIO, NIR.
A ciò si aggiunge il problema della caserma.
Molti posti sono stati occupati dal GIR altri dai corsisti del GIO. Grossi problemi potrebbero registrarsi in occasione di eventuali nuove assegnazioni.
Di fatto non ci sono posti disponibili per i papabili nuovi arrivi.
L'apertura del nuovo padiglione avrebbe dovuto comportare non solo nuove risorse organiche ma anche più fondi per i detenuti.
Oggi ci sono le stesse risorse riservate ai lavoranti di quando si avevano 400 detenuti e che già allora erano poche. Con 270 detenuti in più non è da nascondere il fatto che non si possono assumere finanche addetti alla MOF nonostante ce ne sia fortemente bisogno. Ci potremmo ritrovare non solo senza personale adibito alla mof ma anche senza lavoranti.
Gravissimo quello sta accadendo in ambito sanitario e che sta pensando tantissimo sull'economia dei poliziotti penitenziari.
Nel 2025 sono state 1108 le visite specialistiche effettuate in ospedale.
Nel 2025 siamo già a 352 visite specialistiche, 59 invii urgenti al pronto soccorso e già i 13 ricoveri.
Serve fare quello che da anni andiamo chiedendo vale a dire un polo unico per i ricoveri dei detenuti e la creazione di poliambulatori all'interno degli istituti di pena.
L'amministrazione deve darsi una mossa o altrimenti concedessero l'immunità a tutti gli operatori costretti ad andare oltre le loro autonome impostazioni in termini di responsabilità e, soprattutto, se dovesse scappare qualcuno che se lo facesse l'amministrazione un mea culpa".
Il segretario nazionale Cnpp-Spp Mauro Nardella
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