circa cinquant’anni fa.
“Quest'album è un modo per
dichiarare il mio rispetto per una cantante che ha reso possibile che artiste
come me delineassero un proprio percorso”, racconta la Bridgewater , che ha
coperto il ruolo di Holiday nella trionfante produzione teatrale Lady Day, basata sull’autobiografia
dell’artista Lady Sings the Blues e
ambientata a Parigi e Londra nel 1986 e 1987. “Volevo che Eleanora Fagan fosse
qualcosa di diverso”, aggiunge, “una celebrazione, e non una semplice incisione
di brani, scura, imbronciata e malinconica. Volevo un album che fosse gioioso,
invece che andare sul sicuro e ricreare la sua esibizione di Lady Day”.
In Eleanora Fagan la
Bridgewater familiarizza ancora con la Holiday , facendo brillare
un nuovo raggio di luce su un’icona jazz spesso incompresa. “Volevo che l’album
fosse una raccolta”, spiega l’artista, “diversa dalla musica dello spettacolo”
Questa filosofia è in accordo con l’approccio della Bridgewater a tutti i suoi
progetti: “Io voglio fare dei passi in avanti, proprio come ho fatto con ognuno
dei miei album. Non tornare indietro, ma progredire. Costantemente.”
Dee Dee Bridgewater proporrà brani
celebri come “Lady sings the blues”, “God bless the child”, “Strange fruit”
risalenti agli anni del feroce razzismo Americano che la
Holiday sfidava cantando contro le discriminazioni che
perseguitavano le persone di colore. “Una donna speciale
oltre che un’artista sublime”, afferma la direttrice artistica di Aj festival
Alessia di Matteo, “che è già stata in Italia a ottobre per la Giornata Mondiale
dell’alimentazione come ambasciatrice della Fao (l’organizzazione delle Nazione
Unite per la lotta contro la fame) e ora torna per il concerto di Avezzano
inserendolo in un tour che la vedrà protagonista nei più importanti palcoscenici
d’Europa e del mondo”. Durante la sua poliedrica carriera lunga quattro
decenni, Dee Dee Bridgewater ha raggiunto i livelli più alti delle voci
jazz, mettendo le sue abilità uniche in interpretazioni di standard così come
in intrepidi re-immaginazioni dei classici del jazz.
Oggi, è una delle poche eredi delle grandi voci femminili
del jazz, che ebbe la completa maturazione artistica e i primi grandi
riconoscimenti a livello di critica e di pubblico dopo essersi trasferita in Francia all'inizio degli anni ottanta, imponendosi
come raffinata interprete di un vasto repertorio che spazia dagli standard alle
tendenze più recenti. In Italia la notorietà presso il grande pubblico arrivò
con la partecipazione a due edizioni del Festival di Sanremo, quella del 1990
vinta assieme ai Pooh e quella del 1991 quando regalò un’interpretazione di Precious Thing
indimenticabile con Ray Charles. Forse più di un concerto il 17 dicembre
ad Avezzano preceduto alle 19.30 da degustazioni di vini e prodotti locali
offerti agli spettatori.