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martedì 18 ottobre 2011

"PAROLE COME SOFFIONI" RACCONTA IL SISMA


SULMONA – “È lungo una vita,/ la tua vita,/che può restare o può morire./ È l’attimo che segnerà/ la tua esistenza”. E’ “L’attimo”, una delle poesie contenute nel libro “Parole come soffioni”, figlio dell’estro creativo di Bice Sabatini,  originaria di Bussi sul Tirino e aquilana d’adozione, presentato nei giorni scorsi nella gremita Abbazia di Santo Spirito a Sulmona. La tragedia del terremoto del 6 aprile viene raccontata attraverso strofe e versi da chi
l’ha vissuta in prima persona, con la convinzione che, forse, di fronte a simili tragedie, solo la poesia può salvare l’animo addolorato, perduto nel doloroso percorso della memoria. Per l’autrice “le poesie toccano l’animo, sono la voce dell’anima”. La voce di uno scrittore diviene la voce di un’intera comunità. Brevi
poesie, spontanee, slegate dalla rigida metrica, raccontano un’emozione o un istante di vita sconvolta dalla forza devastatrice del sisma, che trascina con sé orrore e sofferenza. “cumuli di macerie,/ apparentemente inanimati,/ cumuli di vita abbandonati dalla vita che esala la sua anima”/.





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