Vogliamo il diritto allo studio - scuola e università pubbliche adeguate al loro ruolo fondamentale di luoghi di formazione della cittadinanza e di garanti del diritto alla piena realizzazione intellettuale e spirituale degli individui - e a poterci costruire un presente e un futuro. Diciamo no alla privatizzazione e mercificazione dell’istruzione e della ricerca, alla loro trasformazione in un privilegio per pochi fortunati. Vogliamo anche il diritto all’insegnamento libero e rispettato, che è spesso negato ad insegnanti sommersi da responsabilità formali ed informali completamente estranee al loro ruolo vitale di educatori.
Vogliamo una sanità pubblica pienamente funzionante che garantisca a tutti il diritto primario a cure e prevenzione. Diciamo no alla privatizzazione della cura.
Nel nostro Paese (e nei nostri paesi) la casa è ormai un miraggio: affitti esorbitanti, intere località delle aree interne trasformate in “borghi” turistici, impossibilità di accedere al diritto essenziale di abitare un luogo. Noi rivendichiamo il diritto all’abitare e a un abitare in condizioni dignitose per tutte e tutti.
Vogliamo che i soldi delle nostre tasse non vadano a finanziare guerre e armi, ma siano investiti per soddisfare i bisogni degli abitanti e in servizi utili alla crescita sociale e culturale.
I nostri territori si spopolano di persone e di energie, diventando grigie terre di conquista per i profitti di speculatori e multinazionali, e/o colonie parcogiochi per turisti ricchi.
Diciamo no alla strategia di desertificazione della nostra terra.
Sì a servizi e trasporti pubblici potenziati.
VOGLIAMO ANCHE LE ROSE!
Vogliamo il diritto di poter sognare, di poter amare e vivere nella nostra terra senza essere costretti a migrare altrove per sopravvivere.
Vogliamo costruire relazioni sociali e umane eque.
Vogliamo tutelare il nostro ambiente di vita, i nostri paesaggi, i nostri ecosistemi.
Vogliamo biblioteche pubbliche aperte tutti i giorni dal mattino alle ventuno.
Vogliamo spazi pubblici di socialità, sport, studio, festa e cultura.
Vogliamo il diritto alla felicità collettiva.
Vogliamo il diritto ad una vita bella".
AltreMenti Valle Peligna













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