ROMA (RM) - "Il S.U.M. – Sindacato Unico dei Militari, ha ascoltato con attenzione le audizioni del Ministro della Difesa, On. Guido Crosetto e dei Vertici Militari, relativamente al Disegno di Legge nr. 2028 “Rafforzamento e adeguamento della capacità di Difesa Nazionale”, in cui si è parlato delle esigenze dei militari. Resta, come sempre, la solita domanda non risposta: chi ascolta la voce di chi presta servizio ogni giorno?
Il S.U.M. – Sindacato Unico dei Militari, così come tutte le A.P.C.S.M. (Associazioni Professionali a Carattere Sindacale Militare) rappresentative e non, non è stato coinvolto nella fase di elaborazione del provvedimento che è stato elaborato da un Comitato Strategico di nomina ministeriale.
Ciononostante, porterà le proprie osservazioni in Commissione, perché una riforma che incide anche sul personale deve dare spazio anche a chi ne rappresenta i relativi diritti.
Sul punto, entrando nel merito, tre questioni richiedono risposte concrete.
INDENNITÀ. RISORSE E TEMPI CERTI ANCHE PER CHI COMANDA UNA SQUADRA.
Il Generale Portolano ha sottolineato l’importanza del fattore tempo. Per il Sottocapo di Stato Maggiore della Difesa, il disegno di legge prevede un’indennità finanziata dal 2027: la famosa speciale indennità pensionabile.
Si chiede, quindi, la stessa concretezza per Sergenti e Graduati che assolvono l’incarico di Comandanti di Squadra. Lo Stato Maggiore della Difesa, su questa circostanza, aveva assunto un impegno in occasione del precedente contratto. Ad oggi, però, non risultano provvedimenti che lo abbiano attuato, atti a revisionare la norma specifica.
CYBER. GIUSTO PREMIARE LE COMPETENZE, NECESSARIO GARANTIRE TRASPARENZA.
L’indennità per gli specialisti cyber è un riconoscimento importante, ma il provvedimento introduce anche una ferma quinquennale aggiuntiva. Saranno, quindi, necessari criteri chiari per formazione, accesso agli incentivi e valorizzazione delle competenze già possedute. La specificità militare deve tradursi in riconoscimenti concreti anche per le responsabilità e i rischi del personale operativo.
SICUREZZA. LA SALUTE DEI MILITARI NON PUÒ ESSERE SEMPLIFICATA PER LEGGE.
L’articolo 6 esclude determinate aree operative, emergenziali e addestrative dalla definizione di luoghi di lavoro. Inoltre, considera adempiuto l’obbligo di valutazione dei rischi al ricorrere di condizioni legate a formazione, equipaggiamenti e procedure tecnico-militari.
Il S.U.M. – Sindacato Unico dei Militari, chiede esplicite garanzie sulla valutazione documentata dei rischi, sulla sorveglianza sanitaria, sulla tracciabilità delle esposizioni nocive e sui controlli. Le risultanze della Commissione Parlamentare d’inchiesta Scanu e le sofferenze dei militari esposti ad agenti nocivi impongono attenzione e responsabilità.
A tal riguardo, il S.U.M. – Sindacato Unico dei Militari chiede, inoltre, adeguata assistenza legale nelle vicende risarcitorie disciplinate dall’articolo 4, che mantiene la possibilità di rivalsa e la responsabilità amministrativa ed erariale del militare, anticipando di portare in Commissione le proprie osservazioni e proposte sul tema, perché rafforzare la Difesa significa anche proteggere chi la rende possibile ogni giorno".
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