Il centro della discussione è stato l’emendamento alla legge 13/2023, a firma del presidente del Consiglio Regionale Lorenzo Sospiri assente per motivi personali, che si discuterà giovedì di nuovo in prima commissione e poi se non si troverà consenso in Consiglio Regionale sul rinvio della Nuova Pescara al 2029.
Ad esporre l’emendamento sono stati i due dirigenti Zuccarini e Caporale.
Dalla discussione è emerso che la nascita della nuova Pescara avrà necessita una volta nata di un periodo di rodaggio e assestamento che durerà diversi anni, e che le funzioni e gli uffici potranno essere accorpati e fusi progressivamente durante questo periodo conservando le funzionalità e i contratti odierni.
A questo punto noi ci domandiamo perché rinviare? Perché continuare con questo teatrino? A noi cittadini non interessano i giochi politici di posizionamento e le lotte interne alle forze politiche, a noi interessa che venga attuata la volontà popolare, ma da quello che abbiamo appreso ieri il volere dei cittadini espresso durante il referendum del 2014 non è una priorità, lo certifica anche il fatto che quando abbiamo parlato noi associazioni e comitati come espressione dei movimenti cittadini, lo abbiamo fatto in un aula ormai deserta dove oltre al presidente di commissione erano rimasti solo 3 commissari, Alessandrini e Blasioli.
Questa cosa è intollerabile, perché denota la mancanza di rispetto che la politica ha nei confronti dei cittadini, noi diventiamo importanti solo quando è il momento di andare alle urne e la politica ha bisogno dei nostri voti.
Abbiamo chiesto perché fino ad ora non è stato attivato il commissario, perché sempre durante il dibattito con i tecnici è emerso che un commissario ad acta per la fusione sarebbe risolutivo nei confronti del processo, accelerando e portando alla nascita della Nuova Pescara nei tempi previsti, ma non abbiamo
avuto risposta, solo una serie di giustificazioni spesso contraddittorie tra loro.
Abbiamo accertato che in caso di rinvio anche solo al 2028 Spoltore, che ha l’unica amministrazione che termina il suo mandato elettorale in primavera 2027 dovrà tornare alle urne anche solo per 6 mesi, quindi sperperando centinaia di migliaia di euro in elezioni che avranno come risultato un governo cittadino di pochi mesi.
Quindi domandiamo, perché rinviare ulteriormente? Quando anche la legge del Rio fornisce gli strumenti di flessibilità necessari per avviare la fusione e fare gli aggiustamenti necessari negli anni successivi? Tra l’altro lasciando il compito alle amministrazioni future della nuova città eletta dai cittadini della nuova città?
Noi siamo pronti a dare battaglia, in tutte le sedi, civili e penali, vogliamo giustizia e soprattutto rispetto per noi cittadini e la nostra volontà, ricordo alla politica che la meravigliosa Costituzione italiana recita senza equivoco alcuno: ‘La sovranità appartiene al popolo’.
Marco Di Marzio Presidente del Comitato Spoltore per Nuova Pescara
Mauro De Flaviis Presidente del Comitato Montesilvano per Nuova Pescara
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