La commemorazione è iniziata con l’alzabandiera presso il piazzale della Caserma ‘G. Pasquali Campomizzi’, sede del 9° Reggimento Alpini, seguita dalla deposizione di una corona in onore dei Caduti, dalla preghiera dell’Alpino e dall’allocuzione del Comandante di Reggimento. A seguire è stata celebrata la Santa Messa. Alla cerimonia ha preso parte anche una rappresentanza locale dell’Associazione Nazionale Alpini. Al termine, il Comandante di Reggimento ha salutato il personale dell’Associazione Nazionale Alpini presso il Circolo.
Il Comandante delle Truppe Alpine, Generale di Divisione Alberto Vezzoli, ha ricordato lo spirito di servizio e l’impegno che da oltre un secolo e mezzo contraddistinguono gli appartenenti al Corpo sottolineando, inoltre, il forte legame con le comunità montane – tratto distintivo della specialità – ed evidenziando l’impegno a 360 gradi dei reparti di oggi lungo le direttrici di tecnologia, addestramento e valori.
Nel corso della loro storia, le Truppe Alpine sono state costantemente impiegate in operazioni, recentemente in Libano nell’ambito della missione UNIFIL delle Nazioni Unite con la Brigata Alpina “Taurinense”, in Ungheria, con la Brigata Alpina “Julia”, inserita nella forza di reazione rapida FLF – Hungary (Forward Land Forces – Hungary), e sul fronte del soccorso alle popolazioni colpite da calamità naturali, dal terremoto di Messina e Reggio Calabria del 1908 fino agli interventi successivi al disastro del Vajont, al sisma in Friuli del 1976 e alle più recenti emergenze nell’Italia centrale. Importante anche il contributo fornito all’operazione “Strade Sicure”, in supporto alle forze dell’ordine e le attività di sicurezza e soccorso sulle piste da sci. Di rilievo anche le eccellenze nel campo dell’alpinismo e degli sport invernali, assicurate dal Centro Addestramento Alpino di Aosta, dove viene inoltre condotta attività di ricerca scientifica e tecnologica attraverso il progetto di sperimentazione in climi estremi “Campo Alta Quota”, sviluppato collaborazione con il CNR e numerosi atenei italiani".
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