Gli Italici combattevano da generazioni al fianco di Roma, contribuivano alla sua potenza e alle sue conquiste, ma non godevano degli stessi diritti dei cittadini romani. Quando ogni tentativo di riforma fallì, quella contraddizione esplose nella Guerra Sociale.
Da qui la domanda che ha accompagnato il seminario: chi vinse davvero quella guerra?
Roma ottenne infine la vittoria militare, ma dovette concedere proprio ciò che aveva a lungo rifiutato: la cittadinanza. In questo senso, a sopravvivere al conflitto fu soprattutto l’idea di cittadinanza come strumento di integrazione politica.
Abbiamo quindi seguito il lungo percorso che conduce dal privilegio allo status, dallo status alla cittadinanza, dalla cittadinanza all’uguaglianza e, infine, all’affermazione moderna dell’universalità dei Diritti Umani.
Un percorso che attraversa i secoli e che consente di mettere in dialogo la vicenda degli Italici con alcune delle grandi domande della teoria politica: integrazione, obbedienza, consenso, sovranità, conflitto, legittimazione, appartenenza e diritti.
Particolarmente significativo è stato il confronto con le studentesse e gli studenti, che hanno seguito con grande attenzione e partecipazione, cogliendo immediatamente quanto quelle questioni, pur nate oltre duemila anni fa, continuino a interrogarci ancora oggi.
Le guerre e le tensioni che attraversano l’Europa orientale e il Medio Oriente ci ricordano infatti quanto siano ancora attuali domande antichissime: chi appartiene a una comunità politica? Chi viene riconosciuto? Chi resta escluso? Quale rapporto esiste tra identità, cittadinanza, rappresentanza e diritti?
All’incontro erano presenti anche il Prof. Luigi Mastrangelo, titolare dell'insegnamento "Dottrine Politiche e Sociali" del Corso di Laurea Magistrale dell’Università “G. d’Annunzio” Chieti-Pescara, il Prof. Stefano Pasotti, della Cattedra di Sociologia Generale del Dipartimento di Scienze Filosofiche, Pedagogiche e Sociali, e il Prof. Ezio Sciarra, già Fondatore e Preside della Facoltà di Scienze Sociali della stessa Università.
A loro, alle studentesse e agli studenti presenti, va il mio ringraziamento per l’attenzione, il confronto e la partecipazione.
La Guerra Sociale terminò più di duemila anni fa.
La domanda su chi abbia diritto ad appartenere pienamente a una comunità politica, invece, è ancora aperta.
Ed è forse proprio per questo che la memoria degli Italici merita di essere restituita."
Francesco Di Nisio


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