Da tempo portiamo avanti un'iniziativa per dotare gli ospedali di Penne e Popoli di una specifica Direzione medica di presidio. Lo abbiamo chiesto attraverso conferenze, richieste formali, interventi nel Consiglio comunale straordinario di Penne e interpellanze in Consiglio regionale. Richieste rimaste inascoltate per anni, fino a costringerci, dopo averle provate tutte, a rivolgerci ai Nas con una lettera lo scorso 1 luglio.
La recente nomina del Dott. Del Duca, al quale rivolgo personalmente i migliori auguri di buon lavoro, nasce tuttavia sotto un interrogativo evidente: perché procedere alla nomina di un'unica Direzione medica quando il nuovo atto aziendale, approvato appena due giorni prima, ne prevede una per ciascuno dei due presidi?
Ci saremmo aspettati che i consiglieri regionali di centrodestra chiedessero il rispetto dell'atto aziendale, a tutela degli ospedali di Penne e Popoli. Invece non abbiamo sentito una sola voce. Come è possibile che sia sfuggito un contrasto così evidente? E, soprattutto, come si intende garantire la piena attuazione di quanto appena approvato?
Noi non vogliamo rimanere inerti. Chiediamo la stretta applicazione dell'atto aziendale, perché quanto è previsto deve essere concretamente attuato e perché quella previsione risponde all'esigenza di garantire un'adeguata organizzazione dei presidi nel rispetto della normativa vigente.
Non è un dettaglio. In altre Asl abruzzesi, come quella dell'Aquila, gli atti aziendali arrivano addirittura a prevedere Unità operative complesse di Direzione medica.
Quello che sta accadendo è sotto gli occhi di tutti: da una parte assistiamo alla progressiva riduzione delle articolazioni organizzative negli ospedali periferici, dall'altra al silenzio quando le poche strutture previste non vengono nominate e rese effettivamente operative.
Del resto, era stata proprio l'assessore Verì, nel corso del Consiglio regionale del 16 giugno, a rispondere a una mia interpellanza sul tema affermando che le procedure di nomina erano state «sospese in attesa dell'approvazione del nuovo atto aziendale». Che cosa sia accaduto tra quelle dichiarazioni e la successiva decisione della Asl lo abbiamo già chiesto all'assessore Verì e al Dipartimento Sanità. Attendiamo una risposta.
La carenza delle figure di Direzione medica nei due presidi dura ormai da troppo tempo. È inoltre necessario ribadire un punto fondamentale: Penne e Popoli sono presidi ospedalieri di base, sede di Pronto Soccorso, autonomi rispetto all'ospedale di Pescara. Non sono stabilimenti ospedalieri né possono essere semplicemente considerati sedi distaccate del presidio principale.
Il ruolo del Direttore Sanitario è disciplinato in primis dal R.D. 30 settembre 1938, n.1631 che all'Art. 22 ne individua la funzione nel "buon governo dell'ospedale". Più recentemente, il D. Lgs. n. 502/1992, al comma 9 dell'articolo 4 prevede che: "nei presidi ospedalieri dell'unità sanitaria locale è previsto un dirigente medico in possesso dell'idoneità di cui all'art.17, come responsabile delle funzioni igienico-organizzative, su delega del direttore sanitario della unità sanitaria locale".
Rivolgo quindi pubblicamente all'Assessore Verì e al Presidente Marsilio una domanda, auspicando una risposta in tempi brevi. Può un presidio ospedaliero come quello di Penne o quello di Popoli operare senza una propria Direzione medica di presidio? E ancora: può la Asl di Pescara operare in contrasto con il nuovo atto aziendale che prevede la figura di direttore medico di presidio per ciascun ospedale, in ottemperanza della L.r. 60/2023 che approva la nuova rete ospedaliera?"
Il Vicepresidente del Consiglio Regionale
Antonio Blasioli
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