Con Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell'età evolutiva, Nicolò Rossi, divulgatore e content creator e Matteo Bussola, scrittore e autore tra i più apprezzati del panorama italiano si è discusso sull’adolescenza e sul ruolo degli adulti nell’accompagnare la crescita delle nuove generazioni. “Dobbiamo chiederci se i nostri figli sono bicchieri di cristallo o alberi capaci di resistere al vento”. Da questo dubbio espresso dal Prof. Alberto Pellai ha preso avvio il dibattito che ha portato in primo piano i concetti di fragilità o antifragilità e quindi gli interrogativi su modelli educativi non basati sulla protezione ma su strumenti per accompagnare i giovani a sviluppare le capacità necessarie per affrontare le inevitabili difficoltà della vita, cercando di educare alla resilienza, alla responsabilità e alla fiducia nelle proprie capacità. La seconda serata del Festival del Dubbio, il 25 luglio, ha preso avvio dalla lettura, da parte dell’attore Sebastiano Nardone, di un’omelia di don Paolo Alliata e dalla riflessione sul tema della trasformazione come conseguenza del dubbio. Riprendendo quanto espresso da Alliata, secondo cui il dubbio precede la fede, gli interventi si sono concentrati sul rapporto tra dubbio e trasformazione affrontando quest'ultima da punti di vista dialetticamente diversi, talvolta persino inconciliabili.
Accanto alla prospettiva teologica è stata proposta quella di Glauco Giostra, Professore emerito all'Università La Sapienza e autore del libro Se fioriscono le spine, che ha costituito la traccia della serata. La riflessione si è concentrata sui luoghi in cui il dubbio e, di conseguenza, la trasformazione possono offrire una possibile spiegazione del fatto che, anche all'interno di una "mala vita", possa nascere un'occasione di "buona vita", se in chi conduce quella vita alberga il dubbio. E, viceversa, come anche una vita apparentemente buona possa smarrire la propria direzione quando quel dubbio viene meno. In particolare Fabio Zulli, regista e attore e Vanessa Korn, drammaturga e attrice, seduti tra il pubblico, hanno reso in forma attoriale questi concetti tra lo stupore di chi non li aveva riconosciuti".
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