SULMONA - "In risposta all’appello lanciato per intitolare il nuovo bivacco di Monte Amaro a Falco Maiorano, prima guida CAI della Maiella, il sindaco di Fara San Martino, Comune che per legge ha la competenza esclusiva su questa denominazione, ha precisato che l’Amministrazione Municipale da lui presieduta intende perseguire la soluzione della doppia denominazione: Maiorano-Pelino. Tale scelta, tuttavia, non è condivisa dai promotori dell’appello che, anche a nome dei familiari di Falco Maiorano, hanno così replicato:
Gentile Sindaco Tavani,
apprezziamo i toni pacati e dialoganti della sua comunicazione, ma riteniamo che la soluzione della doppia denominazione, più che "salomonica", sarebbe sbagliata: costituirebbe un tradimento della memoria storica e un’inaccettabile equiparazione di personalità che, per quanto riguarda Monte Amaro, non hanno nulla che spartire.
Non ha alcun senso, infatti, far coesistere il ricordo di un pioniere dell'alpinismo abruzzese con quello di un imprenditore, per quanto magnanimo mecenate. Non ha senso far permanere sulla vetta di Monte Amaro una denominazione che, suo malgrado, sa di sponsorizzazione privata, a fronte di una struttura realizzata interamente con fondi pubblici.
Il Bivacco Pelino acquisterebbe invece grande lustro proprio dal divenire un "unicum", con la sua musealizzazione a Campo di Giove e la valorizzazione delle eccezionali caratteristiche tecniche che ne hanno fatto un mirabile esempio di innovazione. Sarebbe invece paradossale avere ben tre strutture intitolate a Pelino: su Monte Amaro, a Campo di Giove e sul Monte Genzana.
Quanto all'intitolazione a Falco Maiorano, essa sarebbe un naturale ripristino - ben ponderato e motivato - delle volontà originali dei frequentatori della montagna e dei suoi valori universali. Per altro, la decisione di onorare in vetta la prima Guida Alpina della Maiella fu presa con atto ufficiale - mai revocato - dalla stessa Sezione CAI di Sulmona e dall'allora Presidente Alfonso Pelino (che l'ha poi rinnegata per ragioni familiari).
Le esprimiamo, dunque, la nostra più netta contrarietà alla soluzione del doppio nome. Nessuna "guerra", solo la volontà di riaffermare un atto di coerenza. Bivacchi e rifugi hanno doppie intitolazioni solo quando ricordano personalità che hanno compiuto insieme grandi imprese alpinistiche in uno specifico gruppo montuoso o quando sono state accomunate da un tragico destino perdendo la vita sulle vette. Non è questo il caso.
Falco Maiorano merita un proprio ricordo specifico su Monte Amaro. Se non si hanno cuore e coraggio per ristabilire il nome originario del bivacco - e questo ci sorprende e ci amareggia - al limite si trovi allora un altro e diverso modo per farlo. Però senza scappatoie che finiscono per tradire immotivatamente una figura che merita rispetto e riconoscenza".
Cordiali saluti,
Lorenzo Grassi Fabio Valerio Maiorano
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