VASTO - "Sempre più carcere, inteso in senso stretto, e sempre meno Casa Lavoro, a detta del segretario provinciale del Cnpp-spp Fausto Varricchio, è quella di Vasto.L'accostamento ai più potrebbe sembrare non esserci stante il ruolo che il sindacato dei Poliziotti Penitenziari dovrebbe rivestire, ma ci sta tutto ed è tutto concentrato nelle parole del segretario provinciale Cnpp-Spp."Se i detenuti sono tenuti impegnati stanno meglio loro e fanno stare meglio anche tutti coloro i quali operano per garantire ordine, sicurezza e trattamento"-afferma Varricchio-
"Il lavoro così come statuito dall'articolo 20 della legge penitenziaria è parte integrante dell'opera rieducativa se non quella più efficace. È attraverso questa forma ordinamentale che il più delle volte si riesce ad abbattere la recidiva e quindi garantire ciò che una pena dovrebbe rendere ad assicurare. Non lo dico solo io ma i migliori esperti del settore" - sostiene il segretario provinciale -
"Ci hanno fatto aprire una sezione detentiva in fretta e furia, con la promessa che ci avrebbero inviato tutti detenuti formati per operare in ambito lavorativo, salvo poi riempirla di 52 detenuti, rispetto ai 48 che ne potrebbe contenere, dei quali solo una parte ha i requisiti per lavorare mentre non pochi sono quelli affetti da problemi psichiatrici" - continua Varricchio-
"Altro grosso problema è dettato, a quanto pare, dall'assenza di fondi utili allo scopo.
In sostanza hanno promesso una cosa e ce ne ritroviamo un' altra. Questo stato di cose non giova a nessuno e non solo ai detenuti.
Il personale di Polizia Penitenziaria, infine, fa quello che può per stemperare gli animi dei detenuti che inevitabilmente si accendono ogni qual volta ci si deve confrontare con una realtà che avrebbe dovuto offrirsi come esempio ma che l'esempio rischia di darlo ma per i motivi esattamente opposti". - conclude amareggiato Varricchio-
Sul tema interviene il segretario nazionale Cnpp-Spp Mauro Nardella il quale nel sostenere e condividere la tesi di Varricchio auspica l'immediata attivazione del redivivo Provveditorato regionale Abruzzo e Molise il quale pur avendo avuto decretata la sua riattazione non ancora ne intravede l'alba.
" Sarebbe molto importante vederlo subito all'opera.
Dal punto di vista amministrativo avere a che fare con un territorio più piccolo significa offrire più garanzie in termini pratici.
Dire che è stato fatto tutto male non va bene ma non possiamo non sostenere il fatto che si può e si deve fare molto di più e meglio.
Il ministero della Giustizia deve darsi una mossa per riattivare il PRAP con speditezza.
A tal proposito, qualora fosse vero, visto che se ne è venuto a conoscenza solo attraverso indiscrezioni, non può reggere il fatto che se non è stato ancora riaperto è per via dei locali di pertinenza dell' ex PRAP ma poi assegnati, nel periodo della chiusura dello stesso, all'UDEPE.
Bisogna recuperarli e subito.
Il tempo spesso è tiranno e in ambito penitenziario tiranno potrebbe non essere solo lui".
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