La regia costruisce una messa in scena dinamica ed essenziale, valorizzando la forza del testo e il lavoro attoriale. Dialoghi brillanti, tempi comici calibrati e una scenografia funzionale accompagnano il pubblico in un racconto che alterna leggerezza e profondità, risate e riflessione. Lo spettacolo racconta il viaggio reale e simbolico di una compagnia teatrale itinerante del Seicento, guidata da Oreste Bruno e dalla sua “carretta dei comici”, discendenti immaginari del filosofo Giordano Bruno, da Napoli verso Parigi per incontrare il celebre Molière. Gli attori affrontano fame, epidemie e mille difficoltà, portando il loro teatro in ogni villaggio e mercato lungo la strada. Ogni sosta diventa un piccolo palcoscenico, dove interpretano scene tratte da due celebri opere di Molière, “Il Malato Immaginario” e “L’Avaro” appunto, adattandole con ironia e creatività al luogo e alle persone presenti cercando così di guadagnarsi il pasto quotidiano o qualche moneta. Il viaggio è un percorso tanto fisico quanto esistenziale e ogni tappa rivela la precarietà della vita degli attori, la fragilità dei sogni e la forza salvifica del teatro.
La compagnia aspira a incontrare Molière a Parigi, simbolo del teatro perfetto e della gloria artistica, ma il loro arrivo coincide con un momento doloroso e poetico: la morte di Molière, rappresentata in scena come il compimento di un destino inevitabile. In questo passaggio, il sogno della compagnia si intreccia con la consapevolezza che il teatro non è solo fama o gloria, ma resistenza, passione, sacrificio e vita vissuta davanti al pubblico. Tra comicità brillante, situazioni paradossali e riflessioni sull’arte, l’opera celebra il teatro come luogo di incontro tra vita e immaginazione, dove ogni scena, ogni personaggio e ogni risata diventano parte di un viaggio reale e simbolico insieme. Vi aspettiamo numerosi!"
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