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mercoledì 18 febbraio 2026

LA STAGIONE DI PROSA 2025/2026 DEL TEATRO COMUNALE “CAMILLO DE NARDIS” DI ORSOGNA, CURATA DA I GUARDIANI DELL’OCA, CON LA DIREZIONE ARTISTICA DI ZENONE BENEDETTO, SI ARRICCHISCE DI UN APPUNTAMENTO

ORSOGNA - "La stagione di prosa 2025/2026 del Teatro Comunale “Camillo De Nardis” di Orsogna, curata da I Guardiani dell’Oca, con la direzione artistica di Zenone Benedetto, si arricchisce di un appuntamento imperdibile. Venerdì 20 febbraio 2026, alle ore 21.00, andrà in scena “L’avaro immaginario”, una brillante e coinvolgente commedia che intreccia tradizione e modernità, ironia e profondità psicologica con un cast di interpreti di primo piano.  Protagonista dello spettacolo è Enzo De Caro, volto amatissimo dal pubblico italiano, affiancato da Nunzia Schiano, Luigi Bignone, Carlo Di Maio, Massimo Pagano, Franca Rausa, Rosario Gisonde, Sergio Sorbino e Pino Torcasio. Un ensemble affiatato che dà vita a una macchina teatrale vivace, capace di alternare ritmo serrato, comicità intelligente e momenti di sottile riflessione. “L’avaro immaginario” rilegge con originalità gli archetipi della grande tradizione comica, evocando atmosfere classiche e suggestioni contemporanee. Il titolo stesso richiama ironicamente figure iconiche del teatro europeo, fondendo l’ossessione dell’avarizia con il mondo delle manie e delle paure interiori. Il risultato è uno spettacolo che diverte e al tempo stesso invita a interrogarsi sui meccanismi psicologici e sociali che regolano i rapporti familiari, economici e affettivi. 



La regia costruisce una messa in scena dinamica ed essenziale, valorizzando la forza del testo e il lavoro attoriale. Dialoghi brillanti, tempi comici calibrati e una scenografia funzionale accompagnano il pubblico in un racconto che alterna leggerezza e profondità, risate e riflessione. Lo spettacolo racconta il viaggio reale e simbolico di una compagnia teatrale itinerante del Seicento, guidata da Oreste Bruno e dalla sua “carretta dei comici”, discendenti immaginari del filosofo Giordano Bruno, da Napoli verso Parigi per incontrare il celebre Molière.  Gli attori affrontano fame, epidemie e mille difficoltà, portando il loro teatro in ogni villaggio e mercato lungo la strada. Ogni sosta diventa un piccolo palcoscenico, dove interpretano scene tratte da due celebri opere di Molière, “Il Malato Immaginario” e “L’Avaro” appunto, adattandole con ironia e creatività al luogo e alle persone presenti cercando così di guadagnarsi il pasto quotidiano o qualche moneta. Il viaggio è un percorso tanto fisico quanto esistenziale e ogni tappa rivela la precarietà della vita degli attori, la fragilità dei sogni e la forza salvifica del teatro. 



La compagnia aspira a incontrare Molière a Parigi, simbolo del teatro perfetto e della gloria artistica, ma il loro arrivo coincide con un momento doloroso e poetico: la morte di Molière, rappresentata in scena come il compimento di un destino inevitabile. In questo passaggio, il sogno della compagnia si intreccia con la consapevolezza che il teatro non è solo fama o gloria, ma resistenza, passione, sacrificio e vita vissuta davanti al pubblico. Tra comicità brillante, situazioni paradossali e riflessioni sull’arte, l’opera celebra il teatro come luogo di incontro tra vita e immaginazione, dove ogni scena, ogni personaggio e ogni risata diventano parte di un viaggio reale e simbolico insieme. Vi aspettiamo numerosi!"

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