Colui che è uno dei più apprezzati avvocati delle forze dell’ordine, infatti, ritiene che così com’è strutturato l’articolo non porterà mai nessuno a pagarne le eventuali colpe. Di qui la necessità di modificarne il contenuto.
Sia l’interrogazione parlamentare che la proposta di legge saranno esplicitati mercoledì prossimo, alle ore 12.15, in occasione della conferenza stampa che si terrà a Roma, presso la sala stampa di Palazzo Montecitorio, alla quale parteciperà anche Mauro Nardella, delegato regionale di Gens Nova e anch’egli Poliziotto penitenziario.
Ma veniamo al caso.
Cinque anni fa, riverso nella sua autovettura, veniva ritrovato il corpo del povero Umberto, con una ferita da arma da fuoco alla tempia e una lettera manoscritta nella tasca del suo giubbotto, nella quale attribuiva il gesto estremo a gravi difficoltà e vessazioni di natura lavorativa, dichiarando di sentirsi “isolato dal mondo” a causa del clima ostile vissuto in ambito professionale.
La madre della vittima, Rosanna Pesce, assistita dall’avv. Antonio Portincasa, da subito si è detta forte sostenitrice del fatto che suo figlio fosse stato portato a suicidarsi. Lo ha fatto documentando plurime condotte vessatorie, denigratorie e persecutorie che avrebbero potuto incidere in modo determinante sulla condizione psicologica di suo figlio e sulla genesi del gesto suicidario.
il GIP del Tribunale di Bari, dott. F. Rinaldi, con ordinanza del 16 maggio 2025, disponeva un significativo ampliamento dell’attività investigativa, ordinando l’effettuazione di specifici approfondimenti, tra cui l’escussione di soggetti indicati dall’ex detenuto Michele Martella che riferiva di aver assistito a insulti e umiliazioni riportandone anche l’identificazione degli agenti coinvolti.
Il verbale del neurologo dott. Covelli, secondo cui Paolillo presentava sintomi compatibili con una sindrome delirante persecutoria correlata al contesto e le dichiarazioni dell’avv. Antonio Maria La Scala, cui Paolillo aveva confidato di essere oggetto da anni (sin dal servizio presso il carcere di Verona) di insulti sull’aspetto fisico, sulla salute e sulla presunta omosessualità, in forme reiterate e prolungate (La settimana prossima sarà escusso in qualità di teste), saranno prese in considerazione ai fini processuali in aggiunta alle testimonianze di alcuni colleghi che descrivevano Paolillo come impaurito, isolato e vittima di pressioni e di derisione e alle relazioni interne e annotazioni disciplinari considerate dalla difesa pretestuose e indicanti un contesto lavorativo ostile nonché dell’agente che avrebbe consegnato la pistola di servizio a Paolillo pur trovandosi quest’ultimo in aspettativa, nei giorni immediatamente precedenti la morte.
Il caso di Paolillo ha preso con l’onorevole Stafania Ascari una piega politica. In considerazione del fatto che la vicenda solleva importanti questioni relative alla tutela del benessere psicologico del personale della Polizia Penitenziaria; alla prevenzione di eventuali fenomeni di mobbing, prevaricazione o abuso nei contesti lavorativi ad alta intensità stressogena; alla necessità di garantire piena collaborazione dell’Amministrazione Penitenziaria all’autorità giudiziaria per l’accertamento completo dei fatti; – alla responsabilità dello Stato quale datore di lavoro e garante dell’incolumità e della dignità dei propri agenti l’Onorevole mercoledi 11 febbraio interrogherà il ministro in ordine al fatto se il Ministro sia a conoscenza degli sviluppi della vicenda giudiziaria relativa alla morte dell’Assistente Capo Umberto Paolillo, e quali iniziative intenda adottare per garantire la piena collaborazione dell’Amministrazione Penitenziaria alla prosecuzione delle indagini disposte dal GIP;
se risulti attivata, o se intenda attivare, un’ispezione interna presso il carcere di Turi per verificare eventuali criticità ambientali, organizzative o disciplinari riferibili al contesto lavorativo in cui Paolillo operava; se non ritenga opportuno disporre una verifica sui protocolli adottati dall’Amministrazione Penitenziaria per il supporto psicologico del personale, soprattutto nei casi in cui emergano segnali di isolamento, malessere o conflittualità interna; se non ritenga necessario promuovere, anche a livello nazionale, misure più strutturate di contrasto a eventuali fenomeni di mobbing, discriminazione o violenza psicologica all’interno degli istituti penitenziari; quali iniziative il Ministro intenda intraprendere per garantire alla famiglia di Paolillo piena trasparenza, ascolto istituzionale e tutela del diritto alla verità sui fatti che hanno preceduto il suicidio".
Il delegato regionale Gens Nova
Mauro Nardella
Nessun commento:
Posta un commento