SULMONA - "Oggi mercoledì 14 gennaio 2026 i promotori del Comitato civico del Centro Abruzzo per il No al referendum costituzionale sulla giustizia, nel manifestare il proprio impegno, invitano alla partecipazione al Comitato, tutte le forze della società civile che intendono opporsi a una riforma ambigua che, occultando i veri intenti, indebolisce la separazione dei poteri e, in ultima analisi, costituisce un attacco alla Costituzione. La riforma costituzionale proposta dal governo, che introduce due Csm entrambi composti da membri sorteggiati, oltre ad evidenti limiti tecnici, indebolisce l’autonomia della magistratura esponendola ad una facile “occupazione” da parte delle forze di governo.
I promotori del Comitato, riconoscendosi nelle dichiarazioni esposte nel “Manifesto” illustrato e diramato nella presente riunione ed i cui contenuti saranno oggetto di specifica illustrazione nella campagna referendaria, ha invitato il Professor Fabrizio Politi (ordinario di diritto costituzionale all’Università degli studi dell’Aquila) a guidare le attività del comitato.Ci opponiamo alla riforma per diverse ragioni che porteremo in tutte le strade del territorio.
E’ una riforma che nasconde il suo reale intento – quello dell’indebolimento della magistratura al fine di ottenere una maggiore impunità della politica e un maggiore potere del governo – dietro la bandiera della separazione delle carriere. E’ stato lo stesso ministro Nordio, più volte, a dichiarare che la riforma “converrebbe” anche alla compagine di sinistra quando tornerà al governo.
Noi crediamo invece che l’indipendenza della magistratura, vero oggetto del referendum, sia garanzia per tutti i cittadini e le cittadine contro i soprusi dei potenti. La riforma non deve “convenire” a chi comanda, ma ai cittadini.
https://www.facebook.com/CentroAbruzzoNewsSulmona/videos/2672646036407039
Tale riforma non risolve nessuno dei problemi della giustizia (che
non vanno negati ma affrontati con equilibrio) ed indebolisce il
controllo di legalità su chi esercita il potere incrinando il principio
di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge.
Profondamente
sbagliato e da rigettare è il metodo di approvazione della riforma, in
cui è stata negata ogni possibilità di confronto parlamentare e di
coinvolgimento e di partecipazione di altre forze politiche. Su questa
identica strada si colloca anche la recente scelta del governo di
fissare un referendum in tempi strettissimi – procedimento della cui
legalità dubitiamo profondamente – per relegare in un angolo lo spazio
del dibattito pubblico. I sondaggi mostrano che al crescere della
consapevolezza da parte dei cittadini dei contenuti della riforma,
cresce proporzionalmente il giudizio negativo sulla stessa.
Il
governo manifesta il proprio timore di un voto consapevole e a questo
fine è già in atto una chiara campagna di disinformazione mediante
l’evocazione di vicende giudiziarie che nulla hanno a che fare con il
merito della riforma, mostrando ancora una volta che questa nient’altro è
se non un attacco all’indipendenza della magistratura e all’equilibrio
dei poteri su cui è fondata la nostra Repubblica, per dare vita ad un
sistema che assicura impunità alle forze di governo.
Nel ringraziare
i promotori del Comitato per l’onore di coordinare i lavori dello
stesso, Fabrizio Politi dichiara che “La riforma costituzionale proposta
dal governo – e su cui il parlamento non ha potuto modificare neppure
una virgola - non affronta né risolve nessuno dei problemi attuali della
giustizia. Non accresce nessuna garanzia per i cittadini ed introduce
un meccanismo, quello del sorteggio, assolutamente irrazionale e dagli
esiti imprevedibili, aprendo così la strada alla subordinazione della
magistratura al potere politico. Invitiamo tutte le donne e gli uomini
del territorio del centro Abruzzo, nonché le associazioni ed i movimenti
politici e culturali ad aderire al comitato nella difesa dei valori
della Costituzione Repubblicana”
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