BISHA -
"Avevano ragione a dire che questa marathon sarebbe stata quella decisiva per tutta la gara e lo conferma un estenuato Tito Totani all’uscita della speciale di oggi, dopo 420 chilometri di una speciale molto ma molto impegnativa. “Dicevano che era una tappa decisiva – dice – perché era estenuante e superarla non era cosa da poco. Una prova al limite della resistenza fisica: sono stati 420 chilometri di dune e dunette intervallate da fesh fesh, un tipo cioè di fondo e di terreno che non ti permette di prendere e tenere un ritmo costante”.
Nella prima parte della speciale i due fratelli partiti stamattina dalla 103. posizione non sono riusciti a recuperare molto, anzi. “Colpa di un camion che in mezzo alle dune aveva stallonato una ruota e non si riusciva a passare da nessuna parte. Alla fine abbiamo trovato un passaggio ma per evitare il copilota di Stephane Peterhansel che stava a guardare come un turista qualsiasi il camion che cambiava la ruota, e non ci ha visti arrivare, ci siamo insabbiati. Uscire da quella situazione è stato complicato e abbiamo perso parecchio tempo”. Da lì in poi però, sarà per il nervoso, sarà perché non si sono presentati altri problemi, Silvio e Tito hanno recuperato, fino a chiudere la speciale con una 75. posizione con un’ora e 18’ di ritardo sul vincitore di oggi, altro nome che ancora mancava dalla lista, e cioè Matthieu Serradori che per coprire l’intera distanza ha impiegato 4h48.27”. In testa alla classifica generale ora è tornato Nasser Al Attiyah e se il suo distacco dal secondo conta 12 minuti, fra il secondo e il terzo ci sono solamente 50secondi.


“Anche la prima parte della marathon ieri era stata difficile e tanti equipaggi hanno sofferto per problemi meccanici – prosegue Tito. - Certo che la tappa marathon in realtà è una tappa come le altre per i top team perché una volta arrivati i camion di assistenza veloce al bivacco refuge i meccanici hanno lavorato sulle vetture esattamente come se fossero state in un normale bivacco con assistenza: la differenza fra ufficiali e privati ormai è una realtà troppo forte e innegabile alla Dakar”.
Una tappa dura soprattutto a livello fisico dunque questa due giorni ma d’ora in poi le cose dovrebbero andare meglio : al termine della gara mancano ancora tre tappe, rispettivamente da 882 chilometri, quella di domani, da Bisha a Al Henakiyah con una ps da 346, 720km dopodomani con una speciale da 311 e infine l’anello attorno a Yanbu con i suoi 141 chilometri, di cui solo 105 di settore selettivo, il 17 gennaio. Un totale di poco più di 700 chilometri di settori selettivi fino al traguardo finale di questa Dakar 2026. I due fratelli aquilani sono attualmente 78esimi in classifica generale, quella che tiene conto di tutte le categorie, 42esimi in quella delle sole vetture e sesti nella due ruote motrici.
Domani ci si sposta verso nord ovest con questa undicesima tappa che parla ancora di grandi distanze: 882 km con un primo trasferimento da 328 km per una speciale da 346 e un secondo trasferimento da 208. Stessa speciale per tutti con partenza della prima auto alle 6,05".
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