Secondo quanto emerso, le valutazioni alla base degli abbattimenti sarebbero fondate su analisi prevalentemente visive. “È la stessa storia già vista a Pescara e a Silvi – prosegue la consigliera – dove il medesimo approccio, basato solo sulle VTA (Visual Tree Assessment), ha portato a condannare decine di alberi. Ma un’analisi visiva, da sola, potrebbe non essere sufficiente per decretare la fine di alberature storiche. Esistono indagini strumentali che consentono di verificare realmente la stabilità interna del tronco. Senza queste verifiche, l’abbattimento è una scelta irreversibile presa al buio”.
La consigliera ha già presentato una formale richiesta di accesso agli atti per acquisire tutta la documentazione tecnica prodotta: relazioni agronomiche, eventuali prescrizioni di altri enti coinvolti, comunicazioni ai Carabinieri Forestali e il piano delle eventuali ripiantumazioni.
“Vogliamo sapere quali esami sono stati davvero eseguiti, chi li ha effettuati e con quali responsabilità. E soprattutto vogliamo capire se esista un progetto di sostituzione serio, in grado di compensare alberi maturi abbattuti”.
Alessandrini ha inoltre chiesto ufficialmente un sopralluogo dei Carabinieri Forestali anche per verificare le modalità delle potature che si stanno effettuando proprio in questi giorni. “Diversi esperti mi hanno scritto allarmarti, parlando di capitozzature più che di potature. Tagli drastici indeboliscono gli alberi, ne compromettono la stabilità e spesso diventano proprio la causa dei problemi che poi vengono usati come giustificazione per l'abbattimento. Chiediamo di verificare la correttezza di tutte le operazioni in corso, sempre nell'ottica di salvaguardare un patrimonio arboreo di grande valore”.
La consigliera ricorda inoltre un aspetto scientifico spesso ignorato nel dibattito pubblico. “Un grande albero non è sostituibile con un piccolo albero appena piantato. Un pino o una quercia adulta possiedono una superficie fogliare enormemente superiore e quindi una capacità di assorbire polveri sottili, anidride carbonica e inquinanti che decine di giovani piante non riescono a garantire per decenni. Gli alberi maturi abbassano le temperature, creano ombra, riducono l’effetto ‘isola di calore’ mitigando le sempre più frequenti ondate di caldo estremo e migliorano concretamente la qualità dell’aria. Tagliarli oggi significa togliere salute ai cittadini domani”.
“Gli alberi – conclude Alessandrini – non sono arredo urbano sostituibile: sono infrastrutture verdi indispensabili per la qualità della vita nei centri urbani. Chiediamo all’amministrazione comunale di sospendere gli abbattimenti, avviare verifiche strumentali ad hoc e utilizzare ogni strumento possibile di cura, manutenzione e messa in sicurezza. Solo quando tutte le alternative sono state esaurite si può parlare di abbattimento. Qui invece si sta partendo dalla fine”.
“La città non appartiene a una maggioranza o a un’opposizione: appartiene alla comunità - conclude la consigliera Alessandrini -. E questo patrimonio naturale, che ha accompagnato generazioni di cittadini, deve essere difeso con responsabilità e trasparenza, prima di cancellarlo per sempre”.



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