L'AQUILA - "Di fronte a 24 esseri umani costretti a dormire all’aperto, nelle notti gelide che stanno imperversando su L’Aquila, stupisce e preoccupa la posizione assunta dai consiglieri de L’Aquila Protagonista, che scelgono la strada dello scaricabarile istituzionale anziché quella della responsabilità.È bene ricordarlo con chiarezza: il Comune non è un soggetto neutro o spettatore, ma ha precise competenze e doveri.Il Sindaco, per legge, è autorità sanitaria locale e autorità di protezione civile. Questo significa che, in presenza di condizioni climatiche avverse e di un rischio concreto per la salute e la vita delle persone, ha il potere e il dovere di intervenire, anche con misure provvisorie, temporanee e straordinarie.
Non chiediamo al Comune dell’Aquila di farsi carico di tutto ciò che riguarda l’immigrazione ma almeno di dare ai 24 afghani e pakistani che sono oggi a L’Aquila, viste le notti aquilane che tutti noi conosciamo, un riparo temporaneo e immediato, dettato dall’urgenza e dall’emergenza climatica: una risposta minima di civiltà, prima ancora che di amministrazione.
Qualora non fosse possibile, chiediamo almeno che i rappresentanti della maggioranza nell’assise civica non ostacolino chi si preoccupa per i 24 sventurati che dormono all’addiaccio, magari parlando con l’assessore De Santis che sembra avere, come priorità, quella di abbattere una chiesa.
Richiamarsi genericamente alle “competenze di altri enti” non è solo una fuga dalle responsabilità ma una pessima pratica politica, che diventa persino ridicola quando, da un lato, si celebra l’efficienza e la solidità del governo Meloni e, dall’altro, se ne certificano implicitamente i fallimenti, sostenendo che nessuno sarebbe in grado di garantire nemmeno un tetto provvisorio a 24 persone esposte al gelo.
Se davvero il Comune non può fare nulla, allora abbiano il coraggio di dirlo apertamente:
di chi è la responsabilità?
chi ha il compito di impedire che 24 persone dormano al freddo, sotto la pioggia, nelle notti aquilane?
chi deve assumersi l’onere, politico e umano, di questa scelta?
La verità è che le istituzioni non possono limitarsi a rimpallarsi le colpe mentre le persone rischiano l’ipotermia. In questi casi non servono dichiarazioni difensive, ma atti concreti.
Chi amministra una città deve trovare soluzioni, non pretesti.
L’Aquila, città che conosce il significato della parola “emergenza”, non può accettare che davanti a una situazione di evidente fragilità umana si risponda con cavilli, distinguo e silenzi operativi.
Qui non è in discussione una procedura amministrativa, è in gioco la dignità umana che dovrebbe restare una competenza ed una priorità di tutti".
Fabrizio Giustizieri – Segretario Provinciale Sinistra Italiana – AVS
Pierluigi Innarelli – Segretario Comunale Sinistra Italiana - AVS
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