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giovedì 29 gennaio 2026

DI MARCO SU RIFORMA ELETTORALE IN ABRUZZO: "PRIMA DEL COLLEGIO UNICO REGIONALE SERVE UNO STUDIO CHE EVIDENZI PRO E CONTRO, PERCHÉ SI EVITI DI MORTIFICARE LE AREE INTERNE ANCHE ELETTORALMENTE"

PESCARA - "L'attuale progetto di collegio unico regionale può cancellare la voce delle aree interne dell'Abruzzo. Senza approfondimenti e confronto rischia di essere una riforma sbagliata nel metodo e pericolosa negli effetti", così il consigliere Antonio Di Marco intervenuto oggi in Commissione Statuto sulla proposta di riforma elettorale avanzata dal presidente Marsilio, che prevede l'introduzione di un collegio unico su base regionale."Per questo, a prescindere dal mio punto di vista, nel corso del dibattito ho posto una questione preliminare e sostanziale: esiste uno studio serio e documentato che consenta al Consiglio regionale di valutare gli effetti reali di questa riforma sulla rappresentanza dei territori? - spiega Di Marco -  In particolare, ho chiesto quali garanzie verrebbero assicurate alle piccole realtà territoriali e alle aree interne in un sistema fondato su un unico collegio regionale. Senza correttivi e senza un confronto condiviso anche con le associazioni che rappresentano i Comuni, come ANCI e ALI, perché il rischio evidente è che a contare siano solo i grandi centri urbani, lasciando ai margini chi già oggi fa più fatica a farsi ascoltare ed è giusto che venga rappresentato. La mia contrarietà nasce anche da un'esperienza amministrativa diretta. Da Presidente della Provincia ho vissuto il passaggio dall'elezione diretta al sistema del voto ponderato: un modello che nei fatti ha dimostrato di penalizzare fortemente i territori più piccoli, privi di peso numerico e spesso senza riferimenti politici strutturati. In questi sistemi le comunità minori finiscono inevitabilmente schiacciate, mentre la governance si concentra nelle aree più forti e popolose.

Il rischio concreto è quello di avere rappresentanti chiamati a decidere per territori che non conoscono. Si crea una distanza tra eletti e comunità locali che rende più difficile comprendere i bisogni reali e costruire politiche equilibrate per tutto l'Abruzzo, non solo per le zone costiere o metropolitane.Per questo ritengo che la direzione da seguire debba essere opposta: serve lavorare per rafforzare la rappresentanza dei territori, a partire dalla piena riammissione delle Province con l'elezione diretta dei Presidenti. Introdurre un collegio unico regionale, invece, significherebbe di fatto annullare la rappresentanza delle aree più fragili e marginali. Come consigliere regionale e legislatore sento il dovere di valutare con grande attenzione tutte le conseguenze di una riforma così delicata. È in gioco il rispetto del voto dei cittadini e l'equilibrio istituzionale dell'intero territorio regionale. Decisioni di questa portata non possono essere prese senza un'analisi approfondita e senza una visione che tenga insieme democrazia, rappresentanza e coesione territoriale".

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