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giovedì 12 dicembre 2024

"QUESTO TRAFORO NON S’HA DA FARE"


SULMONA - "L’Associazione Orsa Pro Natura Peligna dopo un anno torna a ribadire la propria ferma e documentata  contrarietà alla galleria di 13 Km attraverso il Monte Morrone,  prevista nel progetto di velocizzazione della linea ferroviaria Pescara-Sulmona-Roma, nella tratta Pratola Peligna-Torre De’ Passeri. Sono molteplici le ragioni della contrarietà: quelle più rilevanti riguardano il rischio idrogeologico e il rischio sismico; le perplessità riguardano anche l’analisi costi-benefici considerando che la tratta Pratola Peligna-Torre De’ Passeri attraverso le gole   non escluderebbe l’abitato di Popoli e non farebbe una gran differenza di tempi, visto che in autostrada la si percorre in una manciata di minuti.Rischio idrogeologico:    Le nostre montagne, costituite da calcari, sono enormi serbatoi di acqua. Troppo spesso la memoria è fallace: il 15 settembre 1970, durante l’esecuzione di scavo della galleria del Gran Sasso, la talpa scavatrice bucò l’enorme serbatoio di acque presenti nelle viscere della montagna con le conseguenze che conosciamo: 11 operai morti, allagamenti, abbassamento della superficie della falda freatica di ben 600 metri con conseguente diminuzione della portata delle sorgenti (ad es. del 95% di Valle Fredda,  del 70% di Ruzzo e Sopra Casale San Nicola, del 40% di Chiarino, del 10% di Tirino e Aterno).
Gli ambientalisti vengono definiti reazionari e conservatoristi, mai propensi al progresso e allo sviluppo economico. Essi sono  al contrario intermediari tra scelte politiche e Scienza. Nel 1970 le Università pullulavano del fior fiore di esperti di geomorfologia e idrogeologia che fanno testo ancor oggi. Essi non furono consultati. Non furono ascoltati.
Nella zona del M. Morrone interessata dal progetto della linea ferroviaria è  presente l’acquedotto Giardino che convoglia le acque di 3 gruppi sorgivi e di un campo-pozzi provenienti dal corpo idrico sotterraneo significatico del M.Morrone e di M Rotondo. Esso costituisce il complesso più importante del sistema acquedottistico abruzzese per portata e caratteristiche tecniche; ha una portata di regime di 1400 l/sec (dati ACA 2017).
E’ alimentato dalle sorgenti del Giardino che scaturiscono da un ampio anfiteatro naturale posto ai piedi del Colle Marrociano a sud dell’abitato di Popoli.
L’acquedotto del Giardino rifornisce i seguenti centri abitati: Alanno, Bolognano, Bussi sul Tirino, Casalincontrada, Castiglione a Casauria, Cepagatti, Chieti, Città Sant’Angelo, Lettomanoppello, Manoppello, Montesilvano, Pescara, Pianella, Rosciano, San Giovanni Teatino, Scafa, Spoltore, tocco da Casauria, Torre dei Passeri, Torrevecchia Teatina, Turrivalignani; una popolazione di circa 260 mila residenti.
Quanto al rischio sismico Orsa Pro Natura Peligna allega una delle immagini della pubblicazione prodotta da Gori S., Galadini F.et alii, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, sezione di Milano. Lo studio è mirato a caratterizzare l’attività tardo-Quaternaria delle faglie che bordano il versante occidentale del Monte Morrone e ne ha definito 1) la cinematica che è di tipo normale (cioè di tipo distensivo), 2) il tasso di movimento medio, risultato dall’esame di tre siti due dei quali nella parte Nord, compreso tra 0,4 e 0,8 mm/anno, e 3) la massima magnitudine attesa da un terremoto originato lungo il sistema di faglie (lungo 23 Km) che  è risultata dell’ordine di 6.6-6.7
Infine: è’ stata chiesta la consulenza di sismologi INGV su  quanto potrebbero influire sul movimento delle faglie  le vibrazioni continue di treni lanciati ad altissima velocità?"
                                                                   Maria Clotilde Iavarone

                               (Presidente “Orsa Pro Natura Peligna” federata a “Pro Natura Nazionale)

 

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