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giovedì 23 gennaio 2020

“GENERAZIONE CONNESSA CONTRO IL BULLISMO”: GLI STUDENTI DELL’IIS “OVIDIO” HANNO INCONTRATO PAOLO PICCHIO

SULMONA - «Le parole fanno più male delle botte»: sono risuonate chiare e forti questa mattina, al   teatro   comunale   “Maria   Caniglia”,   le   parole   che   Carolina   Picchio,   la   ragazza quattordicenne di Novara, che, nel gennaio 2013, a causa delle vessazioni subite in rete da  suoi compagni, si è   tolta la vita. Sono   risuonate  forti e chiare nel   corso dell’incontro organizzato dall’IIS “Ovidio” e aperto anche agli studenti delle scuole medie   della   città:   “Generazione   connessa   contro   il bullismo e il cyberbullismo”.Ospite   dell’incontro   è   stato   il   dott.   Paolo   PICCHIO,   papà   di   Carolina,   che,   dal momento della tragica scomparsa della figlia combatte la sua “battaglia”, recandosi nelle scuole per portare la sua testimonianza al fine di educare e sensibilizzare i ragazzi sui rischi della rete e dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo.
Una battaglia dalla quale nel 2017 è nata anche la legge italiana contro tali fenomeni, la prima in
Europa. All’incontro   ha   partecipato   il   dott.   Diego   BURATTA,   formatore   impatto
esperto   in   educazione   digitale.   L’incontro   ha   seguito   quello  che   si   è   tenuto   ieri
nell’aula magna del liceo artistico “Mazara” rivolto a docenti e genitori. La due gironi
si   inserisce   nell’ambito   del   progetto   “Legalità   Legal-Mente”,   organizzato   in
collaborazione   con   l’agenzia   di   stampa DIRE   GIOVANI e   con   la FONDAZIONE
CAROLINA   onlus.  All’iniziativa  ha  preso  pare  anche  Marco  Marchesi,  giornalista
dell’Agenzia   “Dire   giovani”   che   ha   seguito   molti   studenti   dell’Istituto   “Ovidio”in
laboratori   di   giornalismo   e   in   un‘attività   di   Hackathon   dedicati   a   bullismo   e
cyberbullismo. Silenzio e commozione di ragazzi e docenti presenti in sala hanno
accompagnato la dolorosa testimonianza di Paolo Picchio che ha ripercorso i tragici
fatti che hanno portato alla morte di Carolina, ma anche parlato dell’attività che la
“Fondazione Carolina” porta avanti in termini di formazione e informazione su un
tema così forte tra i giovani, a scuola e in famiglia. «Se vedete, se sapete di  casi di
ragazzi presi in giro, bullizzati, colpiti», ha detto, tra le altre cose il papà di Carolina,
«parlate, trovare il coraggio di portar fuori questo fenomeno.

Questi ragazzi hanno bisogno di parlare e di qualcuno con cui parlare. Parlatene con i genitori e con i
vostri   adulti   punti   di   riferimento   e   formatevi   su   questo   tema,   perché   possiate
imparare ad usare in maniera consapevole il vostro telefono e ì social media oggi e
ad essere adulti e punti di riferimento del domani. Noi come Fondazione ci siamo e
siamo pronti a sostenervi, ma voi imparate a volervi bene e a voler bene agli altri.
Non   coprite   questi   fenomeni   bullismo   col   silenzio,   non   siate   complici».   Il   dottor
Buratta ha guidato i ragazzi ad una riflessione sul fenomeno, tra contributivideo e
testimonianze   di   vittime   del   fenomeno,   focalizzando   l’attenzione   dei   presenti
sul’”unicità della persona”. «Ragazzi, siete delle opere d’arte, siete unici nelle vostre
diversità», ha detto ai presenti, «rispettate voi e gli altri, ritrovando tempo per voi e
per relazioni vere e autentiche, senza affidare le cose più preziose di voi e della
vostra   vita  ad   un   telefono.»   «Questi   due   giorni»,   sono   le  parole   della   Dirigente
scolastica del Polo  liceale “Ovidio”, Caterina Fantauzzi, «hanno rappresentato un
prezioso   momento   di   riflessione   su   una   tematica,   quella   del   bullismo   e
cyberbullismo,   verso   cui   il   nostro   Istituto   è   molto   attento   e   lavora   da   anni.   La
presenza del dottor Picchio, la condivisione del suo doloroso percorso ma anche
dell’impegno della “Fondazione Carolina” per la sensibilizzazione e la formazione di queste   tematiche   è   stata   una   preziosa   opportunità   per   tutti,   docenti,   genitori   e studenti.   Il   nostro   istituto   è   impegnato   in   prima   linea   sul   contrasto   a   questo fenomeno. Il nostro percorso, che quest’anno si è arricchito grazie alla presenza del dottor   Buratta   e   alla   collaborazione   progettuale   con   l’agenzia   “Dire   giovani”,continuerà con passione e impegno anche nel futuro, perché gli studenti, i giovani sono il futuro.»
   

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