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venerdì 26 agosto 2016

UN NUOVO DEVASTANTE TERREMOTO SULL’APPENNINO CENTRALE LUNGO IL QUALE SI INSISTE NEL VOLER REALIZZARE IL MEGAGASDOTTO “RETE ADRIATICA”

SNAM E GOVERNO METTANO DA PARTE UN PROGETTO CHE ESPONE LE POPOLAZIONI LOCALI AD ULTERIORI GRAVISSIMI RISCHI.
SULMONA - "Insieme all’intero Paese anche noi siamo vicini alle popolazioni così duramente colpìte dall’immane tragedia del terremoto che, con il suo tremendo bilancio di morti, feriti e distruzione, ha sconvolto l’Appennino centrale; ben consapevoli che, per queste persone e questi territori, tornare a quella che chiamiamo “normalità” sarà un percorso duro, difficile e lungo.
Ancora una volta, come accade da circa un ventennio, è dunque l’Appennino centrale ad essere interessato da sismi devastanti: 19 anni fa quello dell’Umbria e delle Marche, 7 anni fa quello dell’Aquila, 4 anni fa quello dell’Emilia e adesso il terremoto del Reatino, Marche, Umbria e Abruzzo. Nel 2013 e nel 2014 anche Città di Castello e Gubbio (Umbria) sono state interessate da forti sciami sismici.
Questa successione di catastrofici eventi naturali evidenzia come la dorsale appenninica sia, sotto il profilo sismico, la parte più vulnerabile dell’intera penisola. Ciò dovrebbe indurre i poteri pubblici ad agire nel pieno rispetto del principio di precauzione mettendo al primo posto la salvaguardia dell’incolumità dei cittadini: Obiettivo, questo, da perseguire ponendo mano ad una grande opera di messa in sicurezza del territorio, attraverso la prevenzione sismica, ma anche evitando mega infrastrutture che ne aumentino i rischi. Invece si procede in tutt’altra direzione. E’ inaccettabile che la Snam, con il sostegno del Governo, continui a voler imporre il grande gasdotto “Rete Adriatica” il cui tracciato si snoda proprio lungo le depressioni tettoniche dell’Appennino centrale, lungo le aree di maggiore criticità sismica. Anche il sito scelto per l’ubicazione della centrale di compressione, localizzata a Sulmona, ricade in zona sismica di primo grado a 2 Km. in linea d’aria dalle faglie sismogenetiche del Monte Morrone silenti da oltre 1900 anni! Va ricordato che parliamo di una grande opera di interesse privato, ma con finanziamento pubblico e senza finalità di bene comune. Il suo scopo, infatti, è la rivendita del gas agli altri Paesi europei.
Sulla spinta di iniziative di sensibilizzazione ed azioni legali da parte di associazioni e comitati ecologisti – in particolare Gruppo d’Intervento Giuridico onlus Sardegna, Comitati cittadini per l’ambiente di Sulmona, Comitato Interregionale “No Tubo” – gli Enti Istituzionali ai vari livelli, hanno espresso la loro contrarietà al progetto della Snam. Di particolare importanza la risoluzione n.7/00518, votata all’unanimità il 26 ottobre 2011 dalla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, con cui si impegna il Governo ad individuare una alternativa di tracciato, proprio a causa dell’elevata sismicità, al di fuori della dorsale appenninica. Ma finora i Governi che si sono succeduti, hanno ignorato tutto ciò.
La Snam metta da parte un progetto di per sé pericoloso e che espone le popolazioni locali ad ulteriori gravissimi rischi. Il Governo Renzi dia finalmente attuazione a quanto deciso dal Parlamento e rispetti la volontà delle Istituzioni che rappresentano i cittadini".

                                         Comitati Cittadini per l’ambiente – Sulmona 
                                                Gruppo d’Intervento Giuridico onlus – Cagliari
                                Comitato Interregionale “No Tubo” – Umbria e Marche

CENTROABRUZZONEWS

centroabruzzonews : SULMONA

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