
SULMONA - Torna il problema del punto nascite, apparecchiature radiologiche per gli ospedali dela Asl 1 tranne per Sulmona, mancata distribuzione di costosi cibi aproteici. Il tribunale dei diritti del malato di Sulmona torna ad accendere i riflettori sui problemi della sanità peligna. Diffida il Tdm l'azienda sanitaria per la mancata consegna dei dati riguardanti le liste d'attesa (dai tempi biblici) nell'ospedale peligno, avvalendosi della legge 241 del 91 "se entro 15 giorni non avremo risposte adiremo le vie legali" ha affermato Edoardo Facchini questa mattina in una conferenza stampa in cui ha esposto anche altre problematiche che affliggono gli utenti del centro Abruzzo. Dovrebbe cominciare lunedi mattina la distribuzione dei cibi aproteici (13 euro un chilo di pasta) per i pazienti che sono costretti finora a pagarli di tasca propria "sono passati mesi da quando è stata trovata la stanza di facile accesso per risolvere il problema, se il
ritardo persisterà ci rivolgeremo al tribunale di Sulmona con una richiesta per l'acquisto urgente dei cibi per chi ha un reddito disagiato" ha detto facchini di concerto con l'avvocato Puglielli, annunciando che potrebbero scegliere la strada della denuncia per risarcimento danni per i pazienti, i quali, senza questo tipo di alimento, potrebbero rischiare la dialisi. Chiede spiegazioni il tribunale del malato in merito alla delibera regionale del 10 aprile 2012 che prevede l'acquisizione di apparecchiature radiologiche ad alta tecnologia per gli ospedali dell'Aquila, di Avezzano e Castel di Sangro (700 mila per una tac per radiologia a Castel di Sangro e il pronto soccorso di Avezzano, 900 mila per emodinamica e 500 mila per radioterapia a L'Aquila) "perchè per Sulmona niente?" chiede Facchini che afferma "riteniamo che ci siano i soldi per la nostra città, circa un milione di euro, ma sembra che veniamo puniti per il solito problema della mancanza di spazi in cui sistemare le attrezzature, per non avere una struttura nuova (siamo in attesa ma nessuno ci risponde)". Quanto al punto nascite il responsabile del Tdm accusa l'immobilismo in questa città e invita forze politiche, sindacati e cittadini a tornare a unire le forze "Dalla manifestazione dello scorso anno (clicca qui) non si è mosso più nulla, ognuno continua a lanciare sassolini in ordine sparso, bisogna ritrovare l'unità d'intenti. Si era formato un comitato punto nascita che non si sa che fine abbia fatto" aggiunge Facchini. Torna il problema a Sulmona del reparto di neonatologia, in quanto secondo la normativa prevista dalla Baraldi sembra si punti a un tetto massimo di 1000 parti, mentre a Sulmona se ne conterebbero meno di 500 annuali. "non è un problema di campanilismo secondo Facchini che spiega come le future mamme dall'Alto Sangro scelgano il nosocomio di Isernia e quelle della Valle Peligna Avezzano. "Perchè non partoriscono a Sulmona?". g.s.