L'AQUILA - L'ad e dg del gruppo, Luigi Odorici, ha annunciato 220 tagli in Cassa di risparmio dell'Aquila e in Banca di Lanciano e Sulmona.Iniziano a prendere forma le ricadute del piano industriale 2012/14 della Banca popolare dell'Emilia Romagna, anticipato dal «Sole 24 Ore» del 14 marzo. Su circa 11.800 dipendenti, sono previsti 450 esuberi e altri 750 per i quali l'azienda prevede la mobilità infragruppo. Ora emergono i dettagli: la metà degli esuberi si concentrerà in Abruzzo. Nei giorni scorsi l'amministratore delegato e direttore generale della Bper, Luigi Odorici, ha annunciato 220 tagli in Cassa di risparmio dell'Aquila e in Banca di Lanciano e Sulmona, controllate che dal 2013 si fonderanno nella capogruppo, pur mantenendo i marchi e lo stesso numero di sportelli. Carispaq vedrebbe il proprio organico calare di 100 unità, Banca di Lanciano e Sulmona di 120. Un terzo dei bancari in esubero potrà uscire con il pensionamento o prepensionamento volontario e incentivato, il resto dovrebbe essere riqualificato.Oltre a questa operazione, nel prossimo biennio Bper prevede anche la fusione per incorporazione delle controllate Meliorbanca e Popolare di Aprilia, la razionalizzazione delle società prodotto, la chiusura di 50 agenzie e l'apertura di altre 25 in territori strategici. Sull'altro piatto della bilancia, il gruppo modenese (presente in 7 regioni su base federale, conta 380 sportelli, 95mila soci e circa 2 milioni di clienti) offre ai sindacati il blocco delle esternalizzazioni e il rientro di attività cedute a società esterne. L'obiettivo di risparmio di costi del piano mira a ridurre quello del lavoro, a regime, di una quarantina di milioni di euro l'anno di taglio del costo del lavoro, su una base consolidata di 800 milioni circa.Immediate le reazioni sindacali: Maria Antonietta Soggiu, coordinatrice Fabi in Bper, afferma che «il metodo dell'azienda é inaccettabile e rappresenta un chiaro strappo alle relazioni sindacali perché la distribuzione territoriale degli esuberi del piano industriale non è mai stata comunicata alle organizzazioni sindacali ma l'abbiamo appresa dai giornali. Il taglio di 200 occupati in Abruzzo ci vede contrari perché colpisce un territorio già pesantemente in crisi». A temere, ora, sono anche i dipendenti delle altre banche del Mezzogiorno del gruppo Bper: Popolare del Mezzogiorno a Crotone, Banca della Campania di Avellino, Banco di Sardegna e Banca di Sassari.
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