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lunedì 23 gennaio 2012

PROTESTA TIR IN ABRUZZO, FERMI ANCHE SULLA A25 NELLA MARSICA

Casello Avezzano ore 17.00
AVEZZANO - Tir in protesta anche sulle carreggiate della A25 nel tratto autostradale Torano-Pescara all'altezza di Avezzano. 20 autotreni fermi nel  territorio marsicano che include anche Celano e Pescina. La protesta che sta dilagando in tutta Italia ha fatto tappa anche al casello del capoluogo marsicano dove da questa mattina i camionisti hanno deciso di parcheggiare i loro tir. Sul posto, a presidiare l'ingresso dell'autostrada A25 gli agenti della polstrada di Pratola Peligna. La
protesta e' pacifica. Al momento non si sono verificati disagi. I camionisti sono venuti a conoscenza dell'iniziativa attraverso un tam tam mediatico e subito hanno deciso di aderire. "Da due anni a questa parte non facciamo altro che pagare le conseguenze di una crisi che sta mandando in fallimento le nostre aziende", ha spiegato uno dei camionisti, "viaggiamo con dei tir che consumato un litro di gasolio ogni due chilometri e il carburante ormai e' alle stelle. Come possiamo andare avanti in questo modo?". I conducenti ancora non sanno fino a quando andra' avanti la protesta. Attendono di conoscere i movimenti dei loro colleghi nel resto d'Italia


Dalla Sicilia la manifestazione, che sta invadendo la penisola Italiana, ha preso piede, dunque, anche in Abruzzo. In aumento, al casello autostradale della A14 di Pescara Nord - Citta' Sant'Angelo, il numero delle adesioni. I tir fermi davanti al casello autostradale di Citta' Sant'Angelo e nei pressi dell'Autogrill sono in tutta una cinquantina. A sollecitare i conducenti dei mezzi pesanti a fermarsi per partecipare allo sciopero sono gli stessi autotrasportatori che cercano di ampliare la protesta coinvolgendo i mezzi in transito. Non ci sono stati problemi particolari per la circolazione dei veicoli ma la presenza dei tir in strada ha provocato dei rallentamenti. A controllare i due presidi ci sono carabinieri, polizia, polizia municipale di Montesilvano e Citta' Sant'Angelo e Guardia di finanza.



A25 Avezzano
Tocca anche il Teramano la contestazione degli autotrasportatori che da stamane protestano ai tre caselli dell'A14 di Roseto, Mosciano e Val Vibrata. Gli aderenti alla contestazione sono contro i provvedimenti del Governo Monti, sul caro gasolio e sul rincaro dei pedaggi autostradali. La situazione per il momento e' sotto controllo e da parte dei manifestanti che stanno svolgendo una campagna di sensibilizzazione a voce e attraverso il volantinaggio, non si segnalano tensioni anche se si sono registrati rallentamenti. Le tre pattuglie della Stradale stanno presidiano il tratto teramano dell'A14 e stanno assumendo tutti gli accorgimenti per evitare che la serrata sfoci in tensione fra i manifestanti e le forze dell'ordine. Per il momento non stati adottati provvedimenti a carico di nessuno degli autotrasportatori. Disagi si segnalano invece presso alcuni distributori di carburante rimasti a secco che attendono i tir per il rifornimento dei serbatoi mentre ci sono ritardi nella consegna di merce in alcuni esercizi di vendita.





LA PROTESTA ATTRAVERSA L'ITALIA
I blocchi degli autotrasportatori riguardano i soli mezzi pesanti ma "gli incolonnamenti provocano code e rallentamenti anche alle autovetture". A confermarlo e' Viabilita' Italia, il Centro nazionale di coordinamento istituito al Viminale e in riunione permanente per monitorare l'evolversi della protesta. 
   Le situazioni piu' critiche si registrano attualmente: - in Piemonte: e' ancora in corso la manifestazione a Torino, in Corso Giulio Cesare all'ingresso dell'A4 senza particolari disagi alla circolazione dei veicoli leggeri; fuori dall'autostrada A4 disagi allo svincolo di Novara; permangono i rallentamenti in Tangenziale Sud a Torino; code in uscita in A7 Milano Genova allo svincolo di Serravalle Scrivia; - in Lombardia: code agli svincoli in entrate di Capriate e Seriate; - in Emilia Romagna: sull'A14 chiusi ai soli mezzi pesanti le uscite di Bologna San Lazzaro e Cesena Nord; - in Campania: sull'A30 Caserta-Salerno code in entrambe le direzioni alla barriera di Mercato San Severino; sull'A1 ancora qualche disagio alla barriera di Napoli Nord in entrambe le direzioni; sull'A16 Napoli-Canosa code alla barriera di Napoli Est in entrata verso Canosa.
In Puglia: sull'A14 nel tratto Foggia-Taranto permane la chiusura ai soli mezzi pesanti delle entrate di Andria, San Severo e Poggio Imperiale; - nella viabilita' di accesso all'A3 si conferma la presenza di mezzi pesanti incolonnati, con conseguenti rallentamenti, sulla viabilita' ordinaria di accesso agli svincoli di Eboli, Sicignano, Atena Lucana, Sibari, Tarsia Nord, Cosenza Nord, Lametia Terme, Pizzo Calabro, Sant'Onofrio, Rosarno e Gioia Tauro. 
  Al porto di Villa San Giovanni e nelle sue adiacenze incolonnamenti di mezzi pesanti in attesa dell'imbarco in Sicilia. Sulle statali permane il blocco del traffico sulla SS 652 Fonde Valle Sangro in Abruzzo tra Archi e Val di Sangro. Nuovo il blocco della SS231 in Piemonte ad Asti direzione nord. Rallentamenti significativi in Calabria sulle SS 106, 18, 280; in Campania SS7, Ra09, SS691; in Basilicata SS106; in Puglia SS106, 16 e 93.


SCIOPERO TIR, LE CONSEGUENZE SECONDO COLDIRETTI
Con l'86 per cento dei trasporti commerciali che in Italia avviene su strada, lo sciopero dei Tir mette a rischio la spesa degli italiani soprattutto per i prodotti piu' deperibili come latte, frutta e verdura che non riescono a raggiungere gli scaffali dei mercati. E' quanto afferma la Coldiretti che in riferimento alla mobilitazione degli autotrasportatori sottolinea i pesanti effetti che si potrebbero presto avere per le tavole degli italiani e per le aziende agricole. L'agroalimentare - precisa la Coldiretti - e' il settore piu' sensibile perche' ai ritardi e alla perdita di opportunita' commerciali si aggiungono la distruzione e il deprezzamento che subiscono i prodotti deperibili come latte, carne, frutta e verdura. Come e' gia' successo in Sicilia, se non si tornera' presto alla normalita', gli effetti - conclude Coldiretti - si faranno presto sentire con gravi danni per le aziende agricole, per il commercio e per i consumatori con gli scaffali dei supermercati vuoti e il rischio di effetti speculativi sui prezzi. 



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