SULMONA - "Il sindaco di Sulmona e l’amministratore unico di Cogesa si erano impegnati, nel corso dell’ultimo controllo analogo, a predisporre le bozze di bilancio entro il 31 agosto 2026 (sic!). Ebbene, il 31 agosto è passato e ancora del bilancio 2025 non si ha notizia. Allo stesso modo, tutto tace sul bilancio di previsione 2026, la cui utilità residua appare del tutto discutibile, considerato che restano meno di quattro mesi alla fine dell’anno. Quello che è evidente, però, è che questi ritardi mostrano con chiarezza l’assenza di una strategia e di una vera programmazione. E questo ritardo, purtroppo, come sanno gli osservatori più attenti, non rappresenta un’eccezione, ma la regola: è dal 2020, infatti, che i bilanci non vengono approvati nei termini stabiliti dalla legge e dai regolamenti. La gestione di COGESA S.p.A. si dimostra, dunque, sempre più inadeguata. Così come inadeguate, nel tempo, si sono dimostrate le scelte politiche della proprietà, cioè dei sindaci dei Comuni soci, che hanno troppo spesso preferito l’obbedienza alle proprie appartenenze politiche all’interesse della società e del territorio. E così, nella peggiore retorica di quella parte politica che vede nel privato la soluzione per la gestione dei servizi, abbiamo finito per avere una società pubblica asservita al potere e agli interessi di parte. Eppure è proprio quella stessa parte politica che, con le proprie scelte, ha progressivamente ridotto COGESA a uno strumento funzionale a interessi di parte. Più di una volta, nel corso degli anni, un manipolo di sindaci liberi ha cercato di individuare e proposto soluzioni all’evidente declino di quella che era una delle più importanti ed efficienti società di gestione dei rifiuti della nostra regione. Più di una volta i soci sono stati richiamati a prestare maggiore attenzione alle scelte politiche e alla necessità di mettere a terra gli investimenti indispensabili per la crescita e il buon funzionamento dell’azienda. Più di una volta sono state stigmatizzate l’errata gestione del personale e la mancanza di una corretta pianificazione dei fabbisogni di risorse umane. Più di una volta è stato sottolineato che le carenze gestionali avrebbero avuto inevitabili riflessi negativi sulle lavorazioni dei rifiuti e, quindi, sul rispetto dei vincoli ambientali. Più di una volta è stata palesata la forte preoccupazione per l’esistenza stessa della società. Tuttavia, si è trattato di preoccupazioni e richiami caduti nel nulla o, peggio ancora, rivolti a orecchie capaci di ascoltare soltanto gli ordini di squadra, mentre la società accumulava perdite su perdite. Ed oggi siamo ancora più timorosi per il futuro della “nostra società”. Questo ulteriore ritardo nell’approvazione dei bilanci, accompagnato dal silenzio assordante dei soci, ci suona come la campana a morto in un pomeriggio di torrida estate".
il segretario provinciale del Pd il segretario cittadino del Pd
Stefano Albano Diego Bucci
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