ROCCACASALE -
"Messi in sicurezza definiva centri abitati, allevamenti e rifugi, il fronte dell'incendio sul monte Morrone, spinto da folate di vento, anche oggi ha avanzato il suo raggio di azione in direzione sud verso il rifugio del Colle delle vacche, già interessato dall'incendio del 2017.
Il rogo è attivo ormai da due settimane, ed è quello che preoccupa di più nell'emergenza incendi in Abruzzo.Nonostante la pioggia non copiosa, continua a tenere operativi uomimi, canadair ed elicotteri.

Determinante nell'azione di contrasto alle fiamme, oltre al potente
mezzo dell'Esercito che ha tracciato le linee tagliafuoco, sono i
droni: attualmente ne sono operativi cinque, loro compito è esaminare la
zona e indicare ai velivoli la posizione esatta, con la trasmissione di
punti precisi sui quali scaricare l'acqua.Secondo informazioni
della protezione civile regionale, la squadra droni ha turni di 18 ore
durante le operazioni di spegnimento.Stanno entrando ora nella
fase operativa dello spegnimento e poi della bonifica, le squadre di
terra, i vigili del fuoco, i volontari della protezione civile regionale
e l'Esercito, coadiuvati da quattro canadair e da due elicotteri. L'incendio interessa ancora, ma non più in maniera pericolosa, i
territori dei comuni di Roccacasale e Corfinio, in provincia
dell'Aquila, e di Popoli Terme, in quella di Pescara.Stamani a
Roccacasale è tornato il presidente della Regione Abruzzo, Marco
Marsilio, che, in visita privata, accompagnato dalla moglie, ha voluto
accertarsi dell'andamento delle operazioni.Oggi - comunica la Protezione civile, diretta da Maurizio Scelli -, il fronte sul versante di Popoli è in pulizia e bonifica.

A
fermare le squadre da terra, nel primo pomeriggio, è stato il direttore
delle operazioni di spegnimento (Dos) a causa del forte evento che ha
fatto venire meno le condizioni di sicurezza e incolumità per i cento
tra volontari di protezione civile, vigili del fuoco e nono reggimento
degli alpini. La giornata era partita con una buona notizia, ossia con
la restrizione del perimetro dell'incendio, dal chilometro di estensione
registrato il 19 agosto ai 436 metri di oggi. Tuttavia il vento si è
confermato il vero avversario per il Morrone. Il fuoco infatti ha
svalicato per trenta metri nella parte alta della montagna, arrivando
nella zona dell'ex valanga che si trova sul Comune di Roccacasale. Alla
potenza del vento non ha retto nemmeno la linea tagliafuoco. Ora si tifa
per la pioggia che è caduta ma non abbastanza per fermare le fiamme.
"Speriamo che domani il vento se ne vada da un'altra parte. Abbiamo
tracciato la strada per chiudere questo maledetto incendio. I mezzi da
terra ripartiranno sul fronte per continuare a lavorare con pale e
picconi e bonificare"- commenta il direttore generale dell'agenzia di
protezione civile Maurizio Scelli, il quale ricorda che durante la notte
saranno in funzione i droni con raggi infrarossi per monitorare
l'andamento dell'incendio e raccordarsi con i piloti per sganci mirati.
Se da terra il vento ha impedito alle squadre di lavorare, dal cielo è
arrivata una grossa mano per contenere l'incendio. Tre Canadair, due
elicotteri e un Eriksson hanno effettuato 260 sganci mentre gli ettari
di bosco andati in fumo salgono a quota 330. C'è tutto un ecosistema che
soffre. "Il vero lavoro si farà al termine dell'incendio. Ho visto un
rogo decisamente più contenuto anche il vento rimane un forte
avversario"- dichiara il presidente della Regione Marco Marsilio che ha
effettuato un nuovo sopralluogo sul Morrone". 


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