CHIETI - "Le linee programmatiche illustrate oggi dal Presidente Menna nel corso del Consiglio Provinciale avrebbero dovuto rappresentare il momento in cui indicare una direzione chiara per il futuro del nostro territorio. Da un presidente uscente e riconfermato, alla guida della Provincia anche nel precedente mandato, ci saremmo aspettati ben altro.Ci aspettavamo una visione, una strategia e obiettivi concreti per affrontare le principali competenze dell’Ente: la sicurezza e la manutenzione della viabilità provinciale, l’edilizia scolastica, il rafforzamento della struttura amministrativa, la tutela e la valorizzazione del patrimonio provinciale, la pianificazione territoriale, la tutela dell’ambiente, il supporto ai Comuni e una concreta capacità di intercettare risorse e investimenti.
Invece abbiamo ascoltato un intervento generico, privo di contenuti realmente innovativi e senza una prospettiva chiara per il futuro della Provincia. Un documento che, a nostro giudizio, non è all’altezza dell’importanza che le linee programmatiche rivestono e che appare più come un elenco di buoni propositi che come un vero programma di governo.
Ancora una volta si è preferito attribuire le difficoltà alla scarsità di risorse provenienti dal Governo nazionale e dalla Regione. Nessuno nega le difficoltà finanziarie delle Province, ma amministrare significa affrontarle con determinazione, programmare, rivendicare risorse, costruire opportunità e ottenere risultati. Non limitarsi a elencare i problemi.
È troppo facile continuare a piangersi addosso e scaricare sempre sugli altri le responsabilità.
Il Presidente Menna non è al suo primo mandato e il centrosinistra governa la Provincia in maniera continuativa dal 2014. Dopo oltre un decennio di amministrazione non è più il tempo delle giustificazioni: è il tempo dei risultati. Chi governa da così tanti anni ha il dovere di assumersi pienamente la responsabilità delle scelte compiute e di quelle non compiute.
Se oggi le stesse criticità vengono ancora indicate come emergenze irrisolte, significa che qualcosa nella programmazione e nell’azione amministrativa non ha funzionato.
A tutto questo si aggiunge un dato che è sotto gli occhi di tutti: in gran parte del territorio provinciale lo sfalcio dell’erba lungo le strade non è ancora stato avviato, con conseguenze evidenti sulla sicurezza della circolazione, sulla visibilità degli automobilisti e sul decoro della rete viaria. Si tratta di un’attività ordinaria che dovrebbe essere programmata con largo anticipo, non affrontata quando la situazione è ormai diventata un’emergenza.
Eppure, ogni volta che l’opposizione richiama l’attenzione su problemi concreti, la risposta è quella di liquidare le critiche come semplice populismo. Ma denunciare situazioni che incidono sulla sicurezza dei cittadini significa svolgere con serietà il proprio ruolo istituzionale. La sicurezza non può essere derubricata a polemica politica, né si possono nascondere le inefficienze dietro accuse rivolte a chi esercita il proprio dovere di controllo.
Anche questo episodio dimostra ciò che denunciamo da tempo: manca una programmazione chiara, manca una visione amministrativa capace di prevenire i problemi invece di rincorrerli. Una Provincia efficiente non interviene soltanto quando l’emergenza è ormai esplosa, ma pianifica, organizza e agisce per tempo nell’interesse dei cittadini e dei territori.
La seduta odierna è stata inoltre caratterizzata da un acceso confronto interno alla stessa maggioranza, con un duro botta e risposta tra i consiglieri Radica e Scopino che ha finito per monopolizzare il dibattito, facendo passare in secondo piano i temi che interessano realmente il territorio.
Di fronte ai toni assunti e a una discussione che appariva sempre più riconducibile a questioni esclusivamente interne alla maggioranza, il gruppo consiliare La Provincia che Vogliamo ha chiesto la sospensione dei lavori e ha lasciato l’Aula per circa dieci minuti, ritenendo che il Consiglio Provinciale non dovesse trasformarsi nel luogo in cui consumare l’ennesimo regolamento di conti interno alla coalizione di governo.
Non è la prima volta che queste tensioni emergono pubblicamente. E questo è forse l’aspetto più preoccupante: mentre cittadini e amministratori attendono risposte su viabilità, scuole, manutenzioni e servizi, la maggioranza continua a consumare energie nelle proprie divisioni interne. Sarebbe auspicabile che queste dinamiche venissero affrontate nelle sedi di partito e non all’interno dell’Assise provinciale, che merita ben altro rispetto.
Da un presidente uscente e riconfermato ci saremmo aspettati un bilancio di quanto realizzato nel precedente mandato, l’indicazione degli obiettivi ancora da raggiungere e una nuova visione per affrontare le sfide dei prossimi anni. Invece abbiamo ascoltato un intervento privo dell’ambizione e della concretezza che cittadini e amministratori locali meritano.
Come gruppo consiliare La Provincia che Vogliamo continueremo a svolgere un’opposizione seria, rigorosa e propositiva, avanzando idee e vigilando affinché l’interesse del territorio venga sempre prima delle logiche di parte.
Dopo oltre dieci anni di continuità amministrativa non ci sono più alibi. La Provincia ha bisogno di una guida capace di programmare, decidere e costruire il futuro. La seduta di oggi, purtroppo, ha restituito l’immagine di una maggioranza divisa, impegnata più a discutere dei propri equilibri interni che a delineare una prospettiva per il territorio. I cittadini chiedono risposte, programmazione e risultati. Non l’ennesima occasione persa".
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