L'AQUILA - "Il Progetto C.A.S.E. è nato come risposta all’emergenza del dopo terremoto. Oggi rappresenta una componente strutturale delle politiche abitative della città e non può continuare a essere trattato come un problema da nascondere. Migliaia di persone vivono tra degrado, carenza di manutenzione e servizi insufficienti. Gli abitanti del Progetto C.A.S.E. non sono cittadini di serie B.
A nove anni dall'insediamento delle amministrazioni di centrodestra è ormai possibile tracciare un bilancio della gestione del Progetto C.A.S.E. Un bilancio che evidenzia ritardi, assenza di una visione strategica e la mancata definizione di un progetto complessivo per il futuro degli insediamenti. Per AVS è arrivato il momento di aprire una nuova fase, fondata sulla trasparenza, sulla partecipazione e su scelte urbanistiche e sociali finalmente chiare.
Per AVS L’Aquila la qualità di un’amministrazione si misura da come tratta le persone più fragili. Per questo chiediamo un piano straordinario di manutenzione e riqualificazione degli insediamenti, accompagnato da una gestione trasparente delle assegnazioni. Le oltre 130 assegnazioni effettuate con ordinanza sindacale dimostrano che l’eccezione è diventata troppo spesso la regola. Servono procedure chiare, regole uguali per tutti e piena trasparenza.
La vicenda INVIMIT rappresenta un ulteriore motivo di preoccupazione. Si tratta di un’operazione sulla quale il Comune continua a non fornire elementi sufficienti di chiarezza e che è stata portata avanti senza un reale confronto con i residenti. Per questo daremo battaglia anche in Parlamento attraverso un’interrogazione presentata dal nostro segretario nazionale e deputato Nicola Fratoianni. Lo stesso Fratoianni ha già visitato i complessi C.A.S.E., incontrato gli abitanti e potuto constatare personalmente le condizioni in cui vivono molte famiglie.
Ma la questione abitativa riguarda l’intera città. Secondo l’ultimo studio di IFEL, la fondazione dell’ANCI per la finanza e l’economia locale, a L’Aquila gli affitti sono aumentati del 34,1% tra il 2018 e il 2024. Nello stesso periodo, il 5,1% dei cittadini vive una condizione di disagio abitativo e le persone sole rappresentano la fascia più esposta. Sono numeri che impongono una scelta politica: rilanciare l’edilizia residenziale pubblica, rafforzare il ruolo dell’ATER e costruire finalmente un vero diritto all’abitare.
C’è poi una questione che la politica non può più rinviare. Su tutte le piastre del Progetto C.A.S.E. deve essere avviata una valutazione urbanistica sul loro futuro. Occorre decidere, attraverso una pianificazione pubblica e partecipata, quali insediamenti debbano essere riqualificati e mantenuti, quali possano essere ripensati come patrimonio di edilizia residenziale pubblica, reperendo le risorse necessarie, e quali, invece, abbiano ormai esaurito la propria funzione e debbano essere progressivamente smantellati.
Questa è una delle decisioni più importanti che il Comune dell’Aquila dovrà assumere nei prossimi decenni. Significa scegliere dove investire le risorse pubbliche, quale modello di città costruire e come garantire il diritto all’abitare alle future generazioni.
Negli ultimi anni abbiamo letto sulla stampa di grandi progetti destinati ad alcune piastre del Progetto C.A.S.E.: dalla Scuola nazionale dei Vigili del Fuoco a quella della Pubblica Amministrazione, fino a strutture dedicate al Servizio Civile. Di queste ipotesi, tuttavia, non si è mai discusso seriamente in Consiglio comunale e oggi non si conosce quale sia il loro reale stato di avanzamento. Su interventi di questa portata non bastano indiscrezioni o annunci: serve un confronto nelle sedi istituzionali e la città ha il diritto di conoscere quali siano le reali intenzioni dell’amministrazione.
Per questo AVS L’Aquila lancia la campagna "Casa per casa, strada per strada, piastra per piastra". Saremo presenti negli insediamenti del Progetto C.A.S.E. per ascoltare i residenti, raccogliere criticità e costruire proposte insieme a chi vive quotidianamente questi quartieri.
Il futuro del Progetto C.A.S.E. e delle politiche abitative non può essere deciso sopra la testa delle persone. Servono partecipazione, trasparenza, programmazione e giustizia sociale. È questo il senso della nostra campagna: costruire, casa per casa, strada per strada, piastra per piastra, una proposta credibile per il futuro della città".
Link video Nicola Fratoianni: https://youtu.be/gQQMe2IO8Sk?si=6FkNGTykg7KlWdXS
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