«Hai uno o più professori di sinistra che fanno propaganda durante le lezioni?». Questa domanda, contenuta in un questionario di Azione studentesca e’ di una gravità inaudita, siamo alla “schedatura” dei docenti. Un sasso nello stagno? Il ministro Valditara farebbe bene a una chiara e pubblica presa di posizione e ad adottare ogni provvedimento necessario a tutela della libertà di insegnamento e della dignità del personale che opera nelle scuole.
Desta qualche interrogativo che sono certa verrà chiarito anche la nota che sta arrivando ai dirigenti scolastici abruzzesi e trasmessa agli insegnanti in cui il Dott Nardocci, appena confermato che conosco come persona attenta e liberale, ha inviato una circolare ai dirigenti scolastici in vista del referendum del 23/24 marzo in cui chiede di attenersi all’ art 9 legge n 28 del 22/2/2000. Nella nota si precisa che “ …è fatto divieto a tutte le PP.AA. di svolgere attività di comunicazione, a eccezione di quelle effettuate in forma impersonale e indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni”. E’ ovvio che si debba vietare la propaganda e le inopportune visite di ministri e presidente di regione e co nelle scuole durante le campagne elettorali, ma per “ attività di comunicazione” cosa si intende? L’insegnante non può invitare al diritto civico di esercitare il diritto di voto ( non e’ educazione civica?), l’ impedimento all’attività di comunicazione riguarda l’ambito scolastico o anche quanto l’insegnante fa fuori dall’orario scolastico ed è un impedimento a esplicitare le posizioni per esempio sul referendum. Un insegnante di diritto o di materie attinenti può parlare dei referendum costituzionali, di come sono regolati e di cosa trattano? Mi sembra che andrebbero apportati dei chiarimenti alla circolare in senso liberale e di una democrazia matura in cui i ragazzi e le ragazze siano considerati soggetti pensanti e non spugne di facile manipolazione. “
On Stefania Pezzopane
Già parlamentare e Presidente della Provincia
Consigliera comunale Pd
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