SULMONA - "Al carcere di Sulmona non si fa in tempo a gioire per l'annunciato arrivo di altro personale salvo vedere spegnere immediatamente gli entusiasmi.È capitato così che delle decine di agenti che avrebbero dovuto contribuire a colmare il surplus di lavoro in essere all'istituto di Via Lamaccio, aggravato dall'arrivo di altri 200 detenuti a seguito dell'apertura del nuovo padiglione, oggi se ne contano diversi chiamati a svolgere le loro funzioni in quel della Scuola di istruzione a seguito di regolare interpello diramato dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, alcuni mai giunti in quanto impegnati in attività specialistiche e altri nel frattempo congedati per riconosciuta inidoneità al servizio o per la raggiunta, agognata pensione.Intanto dell'interpello diramato dal Provveditorato dell'amministrazione penitenziaria proprio a seguito delle denunciate criticità solo in 4 hanno risposto all'appello. Un numero assolutamente insufficiente.
Ci è appena giunta la notizia che dal primo febbraio prenderanno servizio presso la struttura peligna, lo faranno in attività di missione ma per soli due mesi.
Ovviamente, e lo chiediamo fin da adesso, il loro contributo si spera si protagga almeno fino a Giugno data dell' immissione in ruolo dei neo agenti impegnati nel corso di formazione nelle rispettive scuole.
Intanto però al carcere di Sulmona si vivono giorni drammatici dal punto di vista della carenza di organici.
Solo per fare un esempio, pur essendo aumentati di 200 unità i detenuti,presso l'unità operativa dei colloqui in luogo dei 17 operatori attivi fino a qualche tempo fa e comunque quando ancora non era aperto il nuovo padiglione, oggi se ne contano soli 13.
La situazione nei reparti detentivi non è migliore, anzi possiamo tranquillamente affermare che è sempre più critica; per non parlare del Nucleo Traduzione e piantonamenti costretto a chiedere quotidiani rinforzi per via di una scarsissima pianta organica impossibilitata a soddisfare le esigenze per via degli eccessivi trasferimenti di detenuti dal carcere in altri luoghi quali ospedali, domicilio di detenuti in occasione dei permessi di necessità loro accordati dalla Magistratura di Sorveglianza e per un numero di piantonamenti in ospedale che non da tregua.
Riuscire a gestire un apparato così complesso con così poche unità di Polizia Penitenziaria diventa quasi impossibile senza l'avvento di pesanti criticità.
Al Dipartimento e, ovviamente, al Provveditorato regionale chiediamo di tenere fortemente in considerazione la denuncia che stiamo da mesi facendo e che oggi è rincarata proprio in virtù del numero eccessivo di detenuti presenti ( 640) e delle variabili impazzite intervenute che hanno concorso a rendere più drammatica una situazione che si mostrava in precedenza già di per sé impossibile da gestire".
-Il Segretario Regionale F.F. Gaetano Consolati-
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