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giovedì 4 gennaio 2024

"LE SCIE CHIMICHE E LA PIU' VOLTE DECLARATA QUANTO IMMINENTE FINE DEL MONDO: TEORIE SCIENTIFICHE O COMICHE DELL'ULTIMA ORA?"


ROMA - "Sono sempre più le persone che non perdono occasione, soprattutto negli ultimi tempi, di focalizzare la loro attenzione guardando su nel cielo ed osservando le lunghe scie bianche che seguono gli aerei.Alcune di esse mi hanno chiesto se credevo o meno all'idea che quei lunghi serpentoni che vagano nell'azzurro astro  più che vapore acqueo potessero rappresentare sostanze chimiche lasciate cadere giù appositamente per distruggere il mondo.
Mi è venuto spontaneo, soprattutto la prima volta, sorridere all'idea che si potesse trattare di veleni fatti svolazzare di qua e di là col fine di  far cambiare radicalmente le sorti del mondo.L'avevo fatto semplicemente perché non avrei mai ritenuto possibile, e tuttora lo faccio, che l'insieme di tutti i veleni presenti sulla terra, necessari per soddisfare la mistica idea di chi crede si voglia attraverso le "scie chimiche" distruggere la vita sulla terra, potessero essere liberate nell'immensità dell'atmosfera dagli aerei siano essi civili che militari.
Per rendere valida la mia versione ho chiesto ed ottenuto dagli amici di Meteoscienza e dal mio amico Stefano Bernardi, il Meteorologo di Mastarnews24, la possibilità di essere supportarto e, così,  sfornare un articolo che rispondesse ai miei bisogni e permettesse, chissà,  di smuovere un po' le coscienze degli scettici.
Il documento che Andrea, un esperto del canale Telegram di meteoscienza ed al quale vanno i miei più sentiti ringraziamenti, mi ha gentilmente fatto pervenire e consistente in una relazione tecnica a firma del Tecnico Fisico dr. Fulvio Stel e del Responsabile di Settore dr. Renato Villalta, dell'ARPA del Friuli Venezia Giulia, ha di fatto cristallizzato la mia tesi e cioè che le code bianche lasciate dagli aerei altro non sono che meri "sbuffi" di vapore.




L'augurio che mi faccio, leggendola, è che anche i lettori, se avranno la pazienza di spendere alcuni minuti per la lettura, abbiano un'idea più chiara di cosa si stia parlando.
E chissà che molti degli scettici non si ricredano.
Ma vediamo ora cosa si dice attorno alle scie lasciate dagli aerei
Scie di condensazione (CONTRAILS) Le scie di condensazione (CONTRAILS, dall'acronimo inglese CONdensation TRAILS) sono prodotte dalla condensazione del vapore acqueo contenuto nei gas di scarico dei motori degli aerei, in particolare degli aerei a reazione. I gas di scarico, a loro volta, sono il prodotto della combustione di idrocarburi a temperature comprese nell'intervallo che va dai 280 °C ai 980 °C e sono sostanzialmente costituiti, in ordine di massa totale decrescente, da anidride carbonica (CO2), vapore acqueo (H2O) e tracce di altri composti. Dal punto di vista meteorologico le scie di condensazione sono delle vere e proprie nubi artificiali che, al pari delle nubi naturali, si formano quando un volume d'aria si raffredda sino a raggiungere la saturazione del vapore acqueo in esso contenuto con la formazione di numerose goccioline e, se le temperature sono negative, da cristalli di ghiaccio. Le scie di condensazione, in particolare, divengono visibili quando al loro interno la densità dei cristalli di ghiaccio raggiunge o supera il valore di 0.004 g/m3 (Hanson e Hanson, 1995). A differenza delle nubi naturali, però, le scie di condensazione non si formano per espansione e conseguente raffreddamento dei volumi d'aria ma per il miscelamento di volumi d'aria a diversa temperatura. Dal punto di vista del meccanismo di formazione, pertanto, le scie di condensazione possono considerarsi in tutto e per tutto analoghe agli sbuffi di vapore che fuoriescono da una pentola a pressione. Anche se l'intervallo di temperature ambientali nel quale le scie di condensazione si possono formare è relativamente ampio (dai -10 °C ai -60 °C), in generale risultano favorite le temperature inferiori ai -30/-40 °C (Peters, 1993). Non sempre i gas di scarico degli aerei danno origine ad una scia visibile e non sempre le scie rimangono visibili per lungo tempo. Questa varietà di comportamento nasce dal fatto che: 1)per potersi avere la condensazione, è necessario che la quantità di vapore acqueo presente negli strati d'aria attraversati dal velivolo sia sufficientemente vicina al punto di saturazione calcolato rispetto all'acqua liquida; 




2)per potersi avere la persistenza delle scie, è necessario che la quantità di vapore acqueo sia superiore alla quantità necessaria per renderla satura rispetto al ghiaccio.
A parità di caratteristiche del gas di scarico, anche piccole variazioni delle proprietà dell'ambiente esterno possano avere grandi ripercussioni sulla formazione e durata della scia di condensazione.
 I motori degli aerei di nuova generazione, sono caratterizzati da una maggior efficienza e una minor temperatura dei gas di scarico, pertanto, a parità di condizioni ambientali, è naturale aspettarsi un aumento nella frequenza delle scie di condensazione. Tutte queste considerazioni teoriche, unite a campagne di misura, hanno portato allo sviluppo di tecniche e algoritmi utili alla previsione della formazione delle scie di condensazione. In particolare questi studi hanno mostrato come:
1)l'esistenza di movimenti verticali dei volumi d'aria dove avviene il rilascio dei gas di scarico favorisca in maniera significativa (dal 16% all'84 % dei casi) la formazione, persistenza ed espansione delle scie di condensazione. (Appleman, 1953; Peters, 1993; Hanson e Hanson, 1995);
2) la relativa abbondanza di vapore acqueo nell'ambiente ove i gas di scarico vengono rilasciati sia di fondamentale importanza per permettere la formazione e persistenza delle scie di condensazione (Schumann, 1996; Schrader, 1997); 3) la dinamica dei vortici d'aria che si creano nella scia degli aerei in volo permette di spiegare l'intermittenza nel tessuto delle scie di condensazione (Gierens, 1996; Lewellen and Lewellen, 2001).
Vediamo ora in quale occasione si è parlato di scie chimiche.
Scie chimiche (CHEMTRAILS). Contrariamente a quanto accade per le scie di condensazione, attualmente non esiste una definizione precisa e univoca di scia chimica o CHEMTRAIL (dall'acronimo inglese CHEMical TRAIL). Allo scrivente risulta noto un unico documento (lo “Space Preservation Act” H.R. 2977, del 2001) che menziona esplicitamente le scie chimiche, senza però darne alcuna definizione. Inoltre le versioni aggiornate dello stesso atto non contengono alcuna ulteriore menzione del termine CHEMTRAIL. Pur non essendoci alcuna definizione precisa, si è osservato che, in generale, con il termine CHEMTRAIL vengono indicate le scie di condensazione prodotte dagli aerei che persistono a lungo o che si espandono sino a formare delle velature. In base a quanto riportato nel paragrafo precedente, la naturale varietà delle caratteristiche atmosferiche riesce naturalmente a rendere conto di come a volte le scie di condensazione si dissipino in tempi brevi ed in altri casi rimangano visibili per ore o addirittura si espandano. Adottando la definizione attualmente in uso di CHEMTRAIL, pertanto, esse possono essere considerate come un caso particolare delle scie di condensazione. Per questa ragione nelle considerazioni che seguono relativamente alle possibili fonti di inquinamento collegato alle scie degli aerei, non verrà fatta alcuna distinzione tra CONTRAIL e CHEMTRAIL ed esse verranno trattate allo stesso modo per quanto riguarda i loro effetti sull'ambiente.  
Effetti ambientale delle scie di condensazione. Gli effetti ambientali delle scie di condensazione vengono suddivisi negli effetti sull'atmosfera medio-bassa (sotto i 3000 m s.l.m.) e sull'alta atmosfera (sopra i 3000 m). Questa distinzione si basa sull'osservazione che mediamente l'atmosfera sopra i 3000 m risulta stabile, cioè i moti verticali sono mediamente trascurabili rispetto ai moti orizzontali (Giaiotti e Stel, 2007). Per questo motivo le sostanze rilasciate sopra i 3000 m mediamente non raggiungono il suolo se non in situazioni peculiari, al contrario di quelle emesse sotto i 3000 m che possono raggiungere il suolo e interessare direttamente la salute umana.
Effetti sull'atmosfera medio bassa .La quantità di sostanze inquinanti emesse nella bassa atmosfera da un singolo aereo dipende fortemente dal tipo di aereo. Assumendo come rappresentativi, in un'ottica cautelativa, i consumi di un Boeing 777 (aereo di dimensioni medio-grandi) e cioè ca. 11 litri per km, assumendo che la quota di 3000 metri venga raggiunta con un percorso di 6 km, si ricavano le seguenti quantità di sostanze inquinanti emesse:   
  Tabella 2. Stima per eccesso delle quantità di sostanze inquinanti emesse al di sotto dei 3000 m da un singolo aereo e per un intero anno Sostanza Quantità per singolo aereo (g) Quantità per 20000 decolli e atterraggi (stima proiettata sull'anno 2005) (kg) CO 50 1000 HC (Idrocarburi) 26 520 NOx 1650 3200 SOx 50 1000 (Valori ottenuti utilizzando la colonna “Decollo” della Tabella 1 assumendo il valore 0.8 kg/m3 per la densità del combustibile)  
Effetti sull'alta atmosfera. Dal punto di vista degli effetti ambientali legati alle emissioni in alta atmosfera, come precedentemente indicato, le sostanze emesse al di sopra dei 3000 mediamente non raggiungono il suolo, pertanto gli unici effetti sull'ambiente sono quelli legati a: i) aumento dei gas serra (in particolare CO2); ii) effetto schermante delle scie di condensazione. Per quanto riguarda il punto i) (effetto dei gas serra) le stime effettuate dall'IPCC mostrano che l'effetto del rilascio globale di CO2 (tutto il traffico aereo) relativo all'anno 1992 è equivalso ad un aumento di 0.02 Wm-2 nella potenza trattenuta dall'atmosfera (si ricorda che la potenza ricevuta dal Sole è di 1353 Wm-2) e che, in base ai futuri scenari emissivi, nel 2050 l'effetto della CO2 potrebbe portare ad un valore della potenza trattenuta comunque inferiore a 0.1 Wm-2 . Per quanto riguarda il punto ii) (ruolo schermante delle scie) le stime relative al 1992 mostrano che gli effetti delle scie sono equivalsi ad un aumento della potenza trattenuta dall'atmosfera compreso tra 0.01 e 0.06 Wm-2, mentre la stima proiettata sul 2050 indica un effetto compreso tra 0.05 e 0.4 Wm-2 . Conclusione
In base a quanto sopra riportato è possibile concludere che:
 1) la variabilità e varietà delle osservazioni relative alla formazione e persistenza delle scie di condensazione sulla nostra regione possono essere interamente spiegate ricorrendo ai normali meccanismi in atto naturalmente nell'atmosfera;
2) si ritiene che sulla nostra regione gli effetti inquinanti delle scie di condensazione siano trascurabili a livello locale, ad eccezione, in linea di principio, della zona aeroportuale di Ronchi dei Legionari; 3) l'influenza a livello globale delle scie di condensazione emesse sopra la nostra regione è trascurabile, in quanto si stima che, mediamente, ogni giorno nel mondo si possono avere dagli 80 000 ai 90 000 voli aerei (fonte: STAR Alliance, Sky Team, One World).
Insomma di tutto si potrebbe parlare quando si ha a che fare con le classiche striature bianche fuorchè di imminenti e mortali pestilenze".  
( A cura di Mauro Nardella)

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