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sabato 13 agosto 2022

VERNISSAGE SULL' ARTE DELL' INCONSCIO DELL' ARTISTA ABRUZZESE MAURIZIA NARDELLA

VIDEOSULMONA - Sta suscitando molta curiosità il Vernissage sull'arte dell'inconscio che l'artista abruzzese Maurizia Nardella, in arte Mishan, sta' tenedo oggi Sabato 13 e domani Domenica 14 presso Palazzo dell'Annunziata a Sulmona.Ma perché Mishan?Glielo abbiamo chiesto direttamente alla protagonista che così ci risponde:"Uno dei miei dipinti "Quiet of mountain" da solo potrebbe svelarne il significato ma bisognerebbe andare per gradi"

Cos' hanno in comune il dipinto " Quiet of mountain", il nome Mishan e questi due caratteri cinesi 觅山?Inzio dai caratteri che, presi singolarmente, significano rispettivamente "andare alla ricerca di" e "montagna". Insieme, quindi, possono essere tradotti come " Alla ricerca della montagna " e la pronuncia è Mī shàn. Nella lingua cinese possono essere formate un'infinità di parole dal suono simile, in cui la differenza è dettata dai toni e dai caratteri scelti. A "Mishan" avrei quindi potuto associare significati diversi, ma, dopo aver spiegato ad un'amica cinese la storia dietro questo nome, è stata lei a propormi di usare questi due caratteri. 


Il nome però lo uso da molto tempo prima di sapere che, un giorno, avrei studiato il cinese. Lo usavo da piccola segretamente, per me era come qualcosa di prezioso, anche se non ne comprendevo il perché. Lo reputo un "nome non nome", ossia un termine generico che si riferisce al tutto e al niente, all'energia che muove il mondo, quindi ad una sorta di Dao taoista. Mishan non sono io, Mishan è l'energia che muove le mie mani per creare i dipinti , è ciò che permette a tutti noi di vivere e che ci accomuna silenziosamente. Io sono solo uno strumento che questa energia usa per manifestarsi al mondo, attraverso immagini-simbolo. 


E il dipinto? Qual è la sua correlazione con tutto questo? Quello rappresentato è un luogo che non esiste, o meglio, è un luogo astratto della mio inconscio. Sin da piccola mi piace viaggiare nella mia mente, anche attraverso la meditazione, l'ipnosi e tutto quello che può darmi l'opportunità di distaccarmi dai concetti, dalle restrizioni del mondo concreto ed esterno. Ogni volta, con la mia mente vado in questo posto,un tempio nascosto tra alte montagne, per rilassarmi e ritrovare l'equilibrio quando sento di averlo perso. Ricordo di aver "creato" quel termine "Mishan" proprio qui, per descrivere la pace e la bellezza di qualcosa che esiste, ma che non è direttamente osservabile. La bellezza di un'energia silenziosa che permeava ogni istante passato in quel luogo e che avrei voluto trasportare, un giorno, all'esterno. Ogni volta che ne sento il bisogno, torno qui, da Mishan. Vado alla "ricerca della montagna".






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