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giovedì 9 novembre 2017

PAOLO CAVALLONE PRESENTA A PALMANOVA (UDINE) «METAMORFOSI D’AMORE», ISPIRATA A OVIDIO

OGGI GIOVEDI’ 9 NOVEMBRE 2017
SULMONA- Sarà presentata a Palmanova (Udine), in prima mondiale, «Metamorfosi d’amore», la nuova opera del celebre compositore sulmonese Paolo Cavallone. Si tratta di un doppio concerto per flauto e violoncello e orchestra commissionato dall’Orchestre Symphonique de Bretagne (OSB) e dalla Mitteleuropa Orchestra (MO). Il brano verrà eseguito nell’ambito di “Conversando con psiche”, la nuova stagione musicale della Mitteleuropa Orchestra al Teatro Gustavo Modena.
Sotto la prestigiosa direzione di Marco Guidarini,
giovedì 9 novembre tre solisti d’eccezione come il grande flautista Roberto Fabbriciani, la virtuosa arpista Jasna Corrado-Merlak e il promettente Antonio Merici al Violoncello, si esibiranno con la Mitteleuropa Orchestra in un concerto da non perdere con musiche di Mozart, Ravel e Cavallone.

Nelle parole del compositore, alla base della creazione di «Metamorfosi d’Amore» si trova la riflessione sulla necessità d’amore nell’equilibrio fra le componenti fondanti della psiche umana. Diverse suggestioni e stimoli sono confluiti nella realizzazione di Metamorfosi d’amore. Da un lato, il bimillenario della morte di Ovidio (nato a Sulmona come Cavallone), dall’altro, il concetto di mutazione come metamorfosi interiore e del corpo, come pure della dimensione maschile e femminile della psiche. “Video meliora proboque, deteriora sequor” pronuncia la Medea del poeta latino. Dunque, nell’imperfezione umana si realizza la manifestazione di amore. Ovvero, la metamorfosi e guarigione di psiche, all’ingresso di amore, parafrasando Apuleio o il Cantico dei Cantici. La stessa scelta dei solisti assume significato simbolico: il flauto, antropologicamente uomo-dio e donna-violoncello, umanità. Il brano, nelle sue varie configurazioni, assume significati sempre diversi. Ciascun elemento viene inquadrato da diverse prospettive al fine di restituire, nella sua proliferazione gestuale, un’unità dei contrari, Oggi, necessaria.

Come descrive il Maestro Guidarini, Il “doppio concerto” di Cavallone è accoppiato – a sua volta – da quello mozartiano per flauto e arpa K299, composto nel 1778, gioiello galante di un genere musicale aristocratico, ma di raffinata sensualità. Tutta mozartiana è la grazia dei due capolavori raveliani, Tombeau di Couperin e Ma Mère l’Oye. Il primo, composto tra il 1914 e il 1917, costituisce una sorta di tributo all’arte di François Couperin. Si tratta di una suite sul modello barocco, ma che comprende sia movimenti di danza (Furlana, Rigaudon, Minuetto), che brani tipicamente strumentali (Preludio, Toccata e Fuga). Ma Mère l’Oye è anch’essa una suite composta da cinque pezzi, originalmente per pianoforte a quattro mani e successivamente trascritta per orchestra. Pubblicata nel 1910, la suite è ispirata dalle illustrazioni tratte da un libro di fiabe per l’infanzia.


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