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mercoledì 16 settembre 2015

SNAM: "UNO SPIRAGLIO O SOLO UN BREVE RINVIO PER UNA SENTENZA GIA' SCRITTA?"

SULMONA - "I nostri rappresentanti istituzionali non sono mai stati prodighi di dichiarazioni al termine degli incontri romani sulla questione Snam. Ma quanto avvenuto lunedì scorso, supera ogni precedente. Lo scarno comunicato emesso dalla Regione dopo la riunione lascia aperto più di un interrogativo.Che senso ha una dilazione di appena dieci giorni? Siamo di fronte ad uno  spiraglio che può modificare l'attuale stato di cose oppure si tratta, più semplicemente, solo di un breve rinvio di una sentenza già scritta?
Ci resta difficile immaginare che in pochi giorni possa essere ribaltato uno scenario che finora ha visto il Governo nazionale e la Snam uniti nel dettare le regole del gioco e la Regione stretta sempre di più in un angolo, senza alcuna capacità e volontà di reagire.
Un dato è inequivocabile: la Regione Abruzzo ha gestito malissimo il tempo che ha avuto a disposizione. Durante l’iter delle Conferenze di Servizi e gli incontri con la PCM, sia per la centrale che per il metanodotto, la Regione ha avuto diversi mesi di tempo che ha, invece, semplicemente sciupato senza produrre e proporre assolutamente nulla: PERCHE’?
Dopo la riunione del 20 luglio, si sarebbero dovuti tenere due incontri tra Regione e Snam al fine di esaminare eventuali proposte alternative rispetto alla localizzazione della centrale di compressione a Sulmona, incontri dei quali non c'è traccia e nè risulta che la Regione abbia messo a punto o presentato una propria proposta. Eppure, nel proprio arco, la Regione aveva ottime frecce, che però ha spezzato e buttato alle ortiche; come la risoluzione, approvata  con voto unanime, della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, che impone al Governo nazionale di disporre la modifica del tracciato del metanodotto al di fuori della dorsale appenninica e di istituire un apposito tavolo congiunto Governo- Regioni al fine di individuare soluzioni alternative. Questa risoluzione, rimasta dall’inizio completamente inapplicata, la Regione non l'ha mai fatta valere nelle trattative con il Governo. PERCHE’? Così come non ha fatto valere le norme approvate, in merito, dalla stessa Regione. Anzi, al riguardo, la Giunta D'Alfonso (così come aveva fatto in precedenza Chiodi) è arrivata a smentire clamorosamente il Consiglio Regionale, rinunciando a difendere le proprie leggi davanti alla Corte Costituzionale e dando così ragione alle tesi del Governo nazionale. Queste norme, contenute nella L.R. 8/06/2015 n.13, riguardano le distanze di sicurezza nella posa dei metanodotti e pongono in evidenza la necessità della revisione della normativa nazionale (DM. 14/04/2008), essendosi rivelate inadeguate a garantire la tutela della incolumità pubblica, come ha dimostrato l’esplosione del metanodotto a Mutignano di Pineto (TE).
Sul piano politico-istituzionale la Regione ha avuto almeno una occasione d'oro per far capire al Governo nazionale che l'Abruzzo non avrebbe mai accettato l'imposizione di opere pericolose per l'ambiente e la salute come il metanodotto, con annessa centrale, e le trivellazioni petrolifere. Questa possibilità c'è stata il 25 agosto scorso, con la visita di Renzi a l'Aquila. Ma anche questa è stata una occasione sciupata o volutamente persa:  mentre fuori dal Gran Sasso Science Institute la mobilitazione anche ambientalista  manifestava contro il Premier e le sue politiche, dentro l'aula il Presidente D'Alfonso si sbracciava nel tessere le lodi di Renzi, senza mai nominare neppure una volta nè la parola "Snam" nè la parola "Ombrina". E probabilmente, anche memore della contestazione  dell'Aquila, Renzi si è guardato bene dall'andare a Bari alla inaugurazione della Fiera del Levante. Nell'occasione ha inviato il fido Sottosegretario Claudio De Vincenti. Scrive il Fatto Quotidiano di domenica 13 settembre : "I sindaci, in un angolo, con fascia tricolore, sono più che critici. Quando comincia a parlare De Vincenti la sala si svuota. I sindaci alzano i cartelli "No Triv". Al passaggio sul gasdotto TAP abbandonano la sala". Puglia e Abruzzo: due modi diversi di esercitare i propri doveri istituzionali; due modi diversi di stare con il territorio e di rapportarsi con il potere centrale. Con queste premesse cosa c'è da aspettarsi per il 24 settembre? Noi non crediamo nelle favole, ma se la realtà dovesse smentirci, saremo i primi a rallegrarcene!"

                                           Comitati cittadini per l’ambiente

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